Politica: IMMIGRAZIONE, MOAVERO “SALVINI HA RAGIONE”

“Non ho obiezioni di fondo a quanto scrive Matteo Salvini. E’ corretto rendere più efficace il meccanismo dei rimpatri, oggettivamente complesso, in quanto di solito chi arriva non ha documenti e nessuno sa da dove effettivamente venga. Dunque è giusto richiamare a una cura maggiore degli accordi bilaterali con i Paesi da cui partono i migranti, per rendere più veloci i rimpatri di coloro che non hanno diritto all’asilo. Sono anche d’accordo sull’opportunità di un maggiore coordinamento, perchè le migrazioni rilevano delle competenze di diversi ministeri”. Così, in merito alla lettera di Matteo Salvini che chiede ai ministri ed al premier Giuseppe Conte di fare di più per i rimpatri dei migranti, il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, che, in un’intervista a Il Messaggero, alla domanda se si sente messo in mora, risponde: “Proprio no, con Salvini ci sentiamo spesso per coordinarci. Piuttosto siamo tutti in mora come Europa, perchè i rimpatri dovrebbero basarsi su accordi europei, con meccanismi e fondi Ue. Ci vorrebbero delle premialità speciali, nei finanziamenti per la cooperazione, per quei Paesi d’origine che collaborano nel riaccogliere rapidamente i loro cittadini emigrati in Italia e negli altri stati europei”.

“Credo che il ministro degli Interni abbia una responsabilità primaria rispetto alla questione della sicurezza – aggiunge -. Ma è anche vero che si interseca con le competenze del presidente del Consiglio, dei ministri di Difesa, Infrastrutture ed Esteri. Dunque, è utile un chiarimento, al fine di dare maggiore univocità di direzione e decisione e possiamo farlo in occasione della discussione della proposta di decreto”.

Salvini, sottolinea Enzo Moavero Milanesi, “ha ragione a porre la questione e per me la sua proposta ha una logica. In sede di approvazione del decreto, potremo discutere se il luogo migliore per l’attribuzione di questa responsabilità sia il ministero degli Interni”. Poi, sottolinea: “Non parlerei di scippo, perché il decreto verrà discusso collegialmente dal governo. Valuteremo i dettagli. In teoria, le strade sono due: un continuo coordinamento tra ministeri, oppure accentrare la competenza e, perché no, al Viminale che ha già la responsabilità maggiore”.