Mezzogiorno: EMILIANO “ORGOGLIOSI PER AIUTO OMS SU TARANTO”

“Abbiamo fatto bene a muoverci come ci stiamo muovendo perché connettere la comunità alle scelte delle istituzioni, in un approccio scientifico condiviso, rappresenta per noi l’unica modalità possibile per uscire dalla disgregazione sociale che la vicenda Ilva sta provocando alla nostra comunità”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, nel corso della conferenza stampa di presentazione del progetto di valutazioni di impatto sanitario a Taranto, che sarà svolto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che si è svolta nella sala stampa della Camera a Roma. “Si tratta di un atto tecnico – ha spiegato – ma inevitabilmente è anche un atto politico, questo della Regione Puglia di assegnare a un ente così autorevole questa valutazione, il che non vuol dire affatto che questa decisione esautori gli organismi previsto dalla legge, Arpa e ASL, dall’effettuare i loro controlli e non escludo che, sulla base delle valutazioni dell’Oms, questi organismi avviino le loro attività, comprese le valutazioni di impatto ambientale”. Lo studio che durerà un anno ed è costato alla Regione Puglia 140mila euro, si affiancherà agli studi già previsti dal Piano di impatto Ambientale.

“Non si tratta di uno spreco – ha proseguito Emiliano -, l’operazione ha un costo assolutamente ragionevole, e credo che la vita di una sola persona valga molto più di un costo per una valutazione. Ringrazio l’Oms, si tratta di un privilegio che ci siamo guadagnati lavorando insieme, questo mi mette addosso una grande tranquillità per quando andrò a leggere, tra qualche mese, le loro valutazioni e mi metterò apposto con la coscienza quando dovrò prendere le mie decisioni. Se prendiamo decisioni sulla base di quello che oggi è conveniente molto probabilmente determineremo una negazione del diritto alla vita domani. Non è facile intervenire in una storia così complessa come questa. Mi auguro che tante persone seguano dal basso questa procedura”.
Il governatore pugliese ha anche ricordato che: “si dicute da tempo sulla storia industriale di questo sito e si deve discutere del suo futuro. Per noi – ha concluso Emiliano – la scelta di tenerla aperta non è compatibile con le tecnologie previste nel dpcm e per sintesi abbiamo proposto un processo di integrale innovazione del ciclo industriale basato sulla decarbonizzazione e abbiamo suggerito delle tecnologie che mirino in futuro ad abbattere il Co2 e le emissioni nocive. Per stabilire se questa proposta sia utile e per l’attuazione del piano ambientale abbiamo deciso di sottoporre il tutto a una valutazione di danno sanitaria preventiva”.