Regione Basilicata: VERTENZA GIUZIO AMBIENTE, CUPPARO “SI APRE SPIRAGLIO”

“La sentenza del Tar che sospende la gara relativa all’affidamento di gestione e manutenzione degli impianti della rete idrica e fognaria a servizio delle aree industriali della provincia di Potenza segna uno spiraglio nella vertenza Giuzio Ambiente, e allo stesso tempo rappresenta un primo passo del percorso che intendiamo intraprendere per salvaguardare gli attuali livelli occupazionali e per arrivare all’aggiornamento del Piano di risanamento del Consorzio Asi di Potenza”. Ad affermarlo, l’assessore regionale alle Attività produttive, Francesco Cupparo, nel sottolineare che “è risultata determinante, come evidenziato anche dai sindacati, la nostra strategia per avviare a soluzione una questione creata dalla giunta precedente, in quanto all’atto dell’approvazione del Piano di risanamento del Consorzio Asi era già chiara la conseguenza dell’esubero di 17 unità lavorative”. “Come ho avuto modo di spiegare in Consiglio, rispondendo a una mozione presentata dai Consiglieri cifarelli e Pittella – aggiunge Cupparo – lo stato di crisi del Consorzio Industriale di Potenza risale alla notte dei tempi, tant’è che la precedente giunta regionale, su proposta del Commissario pro tempore del Consorzio aveva avviato un processo di risanamento, culminato, in seguito ad un accordo a Potenza in Prefettura tra Regione, Consorzio, aziende interessate e rappresentanti dei lavoratori, nell’approvazione condivisa del Piano di risanamento”. L’assessore, quindi, specifica che “lo stesso Piano di risanamento prevede, tra le varie azioni da porre in essere, un modello gestionale tale da portare a un risparmio dei costi di gestione degli impianti e della rete idrica e fognaria a servizio degli agglomerati industriali della provincia di Potenza. Ebbene il metodo di stima dei costi di gestione del nuovo modello, fin d’allora – mette in chiaro Cupparo – faceva presagire l’esubero di alcune unità lavorative in capo al futuro gestore del servizio, in quanto gli addetti ipotizzati erano solo 28 unità: un numero inferiore a quelli in servizio”.
“Delle unità lavorative in esubero – spiega – ci si sarebbe potuto e dovuto occupare sin dall’attivazione delle procedure propedeutiche alla pubblicazione della gara avvenute un anno fa, precisamente a giugno 2018”.
Nel sottolineare inoltre che il Piano di risanamento approvato dalla precedente giunta prevede “da un lato un modello diverso di gestione dei servizi, con l’adozione di nuove tariffe, e dall’altro un finanziamento regionale per le pendenze pregresse ammontanti a circa 43 milioni di euro” l’assessore sottolinea che “sicuramente questi nuovi fattori emersi porteranno a una rivisitazione del Piano adottato. Più in generale – conclude – si tenderà ad una rimodulazione della mission del Consorzio per lo Sviluppo industriale delle due province, che potrebbero confluire in un’unica agenzia”.