Economia: BANCA GENERALI E LA SOSTENIBILITA’

L’associazione delle grandi imprese americane rivoluzione i paradigmi classici del capitalismo, rivedendo la supremazia del concetto “azionista prima di tutto” nell’inseguimento del profitti. Ha fatto molto rumore il comunicato dall’ultima riunione della “Business Roundtable”, che riunisce realtà come Google, Amazon e Jp Morgan, Apple, Accenture, in cui è stato chiarito che l’interesse degli shareholders sono solo uno degli elementi chiave negli obiettivi futuri, al pari del benessere del personale, della comunità con cui si interagisce, e l’attenzione all’ambiente. 

La campagna di sensibilizzazione agli obiettivi legati alla sostenibilità non è nuova nel mondo finanziario. Cinque anni fa il bilancio di sostenibilità era predisposto dal 20% delle aziende che compongono l’S&P500: oggi siamo al 98%. E’ uno degli indicatori che danno ragione della diffusione delle logiche Esg (Environmental, Social e Governance) nelle aziende quotate e di riflesso nelle attenzioni degli investitori finanziari. 

Nell’ultimo anno e mezzo sono infatti fioccate le proposte di investimenti verso gli obiettivi ESG e anche alcune società in Italia si sono distinte con alcune proposte all’avanguardia in tale direzione. E’ il caso di Banca Generali che, per prima nel nostro Paese, ha creato insieme al partner Mainstreet Partners una piattaforma unica su misura per avvicinare il risparmio delle famiglie agli obiettivi di sostenibilità fissati dalle Nazioni Unite per il 2030. “La sostenibilità è la sola strada per la crescita. E’ cultura ed education, apertura e propensione all’inclusione come motore capace di generare valore nel tempo”, spiega Gian Maria Mossa, Ad di Banca Generali. “Ci siamo ispirati non solo al concetto di investimenti sostenibili, ma dal cambiamento culturale in corso e abbiamo cercato di fare un passo in avanti avvicinando l’intero modello di business della banca e di consulenza finanziaria a questo mondo”. In sostanza, la banca private ha affiancato alla propria piattaforma per il controllo degli investimenti un metodo quantitativo, sviluppato insieme al partner londinese specializzato Mainstreet, capace di creare valore secondo strategie rispettose della classificazione Esg e, contemporaneamente, misurarne concretamente nel tempo i contributi.

L’approccio parte dalla selezione delle migliori opportunità in ciascun ambito tematico, sia esso relativo al rating di sostenibilità, livello di raggiungimento degli obiettivi fissati dalle Nazioni Uniti nella carta con le 17 sfide al 2013, o l’analisi dei comportamenti delle imprese. Viene poi fatto uno screening completo del livello di sostenibilità di ciascun investimento e l’efficacia del team di gestione. “La sfida verso la sostenibilità non si improvvisa con degli slogan di marketing ma parte da lontano. Nel nostro caso ha radici nella cultura aziendale e del nostro Gruppo. Siamo partiti da questi valori per costruire prima una cultura digitale orientata all’innovazione, poi abbiamo lavorato sull’offerta continuando ad allargare la rosa d’offerta per la protezione patrimoniale delle famiglie, abbiamo rivisto vision e mission sugli obiettivi coerenti con la sostenibilità e avanzato un sistema di governance e una struttura organizzativa all’avanguardia in tal senso. E infine cercato un partner d’eccellenza come Mainstreet per lo sviluppo di un sistema che facesse dialogare tutti questi meccanismi e metterli al servizio della consulenza”, spiega il numero uno di Banca Generali.