Mezzogiorno: LA CORTE DEI CONTI PROMUOVE LA PUGLIA

La Corte dei Conti “promuove” la Regione Puglia ma mette in luce anche diverse criticità. E’ emerso oggi in occasione del giudizio di parificazione del rendiconto generale dell’ente regionale per l’esercizio 2018.
Tra le note positive dei conti pugliesi c’è sicuramente il pareggio di bilancio, andato anche oltre le aspettative, il rispetto del limite massimo di indebitamento, i livelli di assistenza sanitaria con un punteggio di 179 a fronte di un minimo necessario di 160 punti e un incoraggiante avanzo di amministrazione in sanità.
“Il mio giudizio è di grande soddisfazione – ha detto con soddisfazione il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano – perché in tutti i settori c’è stato una netta inversione di tendenza rispetto al passato. Ribadisco, la Regione Puglia è la Regione con il minor numero di dipendenti sia in sanità che nella parte ordinaria tra tutte le regioni d’Italia e ciononostante, i nostri dipendenti ci hanno consentito di ottenere gradi risultati. Quindi mi consentirete di ringraziare tutti i dipendenti della Regione Puglia per il lavoro straordinario che hanno fatto con una gravissima carenza di organico”.

Il governatore pugliese è poi entrato nel merito di alcuni giudizi contabili: “La relazione di parifica – ha continuato – presenta nella sostanza un notevole miglioramento. Quello fondamentale è in sanità. La Corte ha preso atto del grande balzo e della sostanziale tenuta dei conti del sistema sanitario. Buon risultato sul contenimento della spesa farmaceutica che è ulteriormente diminuita, ma che evidentemente è ancora troppo alta: siamo la seconda Regione con la maggior spesa in materia sanitaria. Dovremo abbattere ancora questi livelli attraverso gare per l’acquisto dei farmaci che siano più efficienti. Abbiamo per questo motivo dato vita a un soggetto aggregatore centrale che con gare più grandi dovrebbe abbattere questa spesa”.
La Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti ha “promosso” la Puglia, ma ha messo in luce anche criticità per le quali ha sollecitato la Regione a correggere il tiro. Tra queste, le difficoltà nella riscossione dei crediti; i debiti fuori bilancio legati per l’82% ad acquisizione di beni e servizi; l’aumento della spesa farmaceutica e per i presidi medici; alcune perplessità sulle stabilizzazioni del personale anche se non è stato superato il limite di spesa; l’invito ad una attenta riflessione sul centro unico di spesa.

Ma soprattutto ha messo in evidenza una capacità di spesa peggiorata e l’assenza di una precisa programmazione delle risorse nel bilancio di previsione con una carenza di collegamento tra accantonamenti e progetti, e problemi nella rendicontazione in cui a fronte di una elevatissima previsione di spesa, 27 miliardi di euro, le entrate sono state pari a circa 13 miliardi e le spese sostenute poco più di 11 miliardi. “La programmazione – ha spiegato il presidente Emiliano – significa fare in modo che le entrate siano veloci quanto le uscite e soprattutto che si eviti di stanziare soldi nei capitoli e di non avere la capacità di spesa. Purtroppo però la maggioranza della spesa per gli investimenti della Regione Puglia avviene attraverso i Comuni che sono stati non solo depauperati di personale, ma anche messi in difficoltà con il nuovo codice degli appalti che ha rallentato questa spesa. L’anno scorso con il vecchio sistema andava meglio, si è sentita la botta con le nuove normative. Sono sicuro che con una maggiore collaborazione tra Regione e Comuni potremo recuperare le diminuzioni della spesa che si sono verificate quest’anno”.

Questa invece la chiave di lettura del procuratore regionale della Corte dei Conti, Carmela De Gennaro, sulla pagella della Puglia: “E’ in tendenza con quanto già avvenuto negli anni passati – ha commentato il procuratore – Deve apprezzarsi il raggiungimento dell’obiettivo del pareggio di bilancio, ma c’è un peggioramento in relazione alla grandissima difficoltà nella programmazione delle spese. Questo è un neo molto rilevante per la Regione. E’ fondamentale la programmazione. E’ inutile programmare spese che non si riescono ad effettuare. Un altro problema è la spesa sanitaria, enorme. Grandissime difficoltà di gestione che non si riescono ancora a superare. Ci sono queste gare centralizzate che dovrebbero portare un risparmio di spesa notevole ma che purtroppo non si portano a compimento”.