TECCHI “EPPURE CI CREDEVO NELLE FATE AZZURRE”

“Eppure ci credevo”. Gherardo Tecchi, presidente della Federazione italiana ginnastica, ispirato dal bronzo a squadre delle azzurre ai Mondiali in terra di Germania, rivela speranze nascoste e delusioni, fatiche passate e progetti, e poi tanti altri sogni da realizzare. Tutto parte da lì, dall’impresa della squadra femminile, insieme a potenze come Stati Uniti e Russia sul podio dal quale ha scalzato nientemeno che la Cina. “Dico la verità – spiega Gherardo Tecchi sul sito della Federginnastica-: la speranza del podio no, ma di un posto nella metà alta della classifica ero convinto. E poi, una volta in quella posizione, tutto può succedere. La trave, per fare un esempio, ha già dimostrato tante volte che qualsiasi risultato diventa possibile per via della tensione nervosa e della difficoltà dell’attrezzo, lì conta l’esperienza, ma anche il coraggio, la voglia di far bene. Le nostre ragazze avevano già dimostrato in passato e anche qui a Stoccarda in qualifica di avere le carte in regola per un ottimo risultato. Il bronzo è stata la ciliegina sulla torta, forse inaspettato, ma sicuramente meritatissimo”.
La sensazione di sorpresa si attenua molto quando si va a ricordare il momento più difficile e drammatico della finale, quello in cui tutte le speranze, tutti i sogni sembravano sul punto di frantumarsi. Elisa Iorio deve prendere almeno 11.367 punti per tenere a distanza la Cina e conquistare la medaglia di bronzo. Sale sulla trave e cade. Parte già con un punto in meno di penalizzazione, ma Elisa Iorio resta in piedi e Tecchi ne è ammirato: “Qualunque altra atleta, persino la più forte del mondo, in quel momento avrebbe avuto un crollo nervoso e sarebbe caduta altre quattro volte. Lei no. Ha fatto vedere quanto è forte, quanto sia fantastica questa squadra composta da giovanissime, tutte sotto i 17 anni tranne una, che si sono dimostrate speciali, che possono farci sognare”. E’ un risultato che, naturalmente, non arriva dal nulla, ma ha ragioni precise e profonde. Il presidente Tecchi tiene a mettere in luce il lavoro di una squadra che, oltre ad atleti e atlete, comprende tante persone: tecnici, medici, psicologo, massaggiatore, dirigenti.
“Il ct Enrico Casella ci ha regalato qualcosa di inimmaginabile. Lui e tutti i suoi collaboratori sono un gruppo eccezionale, come i tecnici Marco Campodonico, Monica Bergamelli, Tiziana Di Pilato, lo psicologo Mauro Gatti, il fisioterapista Salvatore Scintu, il medico Matteo Ferretti, la Biotecna del professor Boschino, tutti i dirigenti che contribuiscono a creare un ambiente in cui gli atleti e le squadre crescono benissimo”. Rimane solo un rammarico, quello della mancata qualificazione della squadra maschile all’Olimpiade di Tokyo 2020. Anche in questo caso, però, a dispetto del risultato, i segnali positivi sono numerosi. “Gli uomini sono stati sfortunati – fa notare Tecchi -, anche per la non felice posizione nel turno di qualifica, “a freddo” proprio all’inizio, per poi ritrovarci ad appena mezzo punto dal dodicesimo posto che sarebbe valso il viaggio a Tokyo. In pratica abbiamo perso 5 centesimi in ogni esercizio rispetto al punteggio che ci avrebbe fatto qualificare, una cosa assurda. Questo gruppo meritava l’Olimpiade, i ragazzi sono stati splendidi. Ma accettiamo il verdetto e impariamo, infatti tutto questo non inficia il lavoro che è stato fatto dopo i Mondiali di Glasgow 2015, quando siamo ripartiti con i più giovani e abbiamo ricreato il settore maschile, i risultati si sono già visti e ne avremo ulteriori conferme. I prossimi mesi saranno importanti per riprendere la strada verso l’alto. Sono sicuro che questa squadra già agli Europei di Parigi dimostrerà il suo valore”.
La crescita tecnica, ovviamente, riguarda anche i singoli. “Intanto, spero tanto in una medaglia di Marco Lodadio agli anelli, se la merita e sarebbe una rivincita dopo la beffa a squadre”. Una parola anche per Giorgia Villa, che ha dimostrato grande maturità nella prova a squadre. “La caratteristica che più mi colpisce è la sua voglia di superarsi anche quando sbaglia. Questo la porterà lontano”. La crescita della Federazione è un argomento che non riguarda solo il presente e il futuro. Tecchi parte dalle fondamenta: “Stiamo celebrando i 150 anni di vita della ginnastica in Italia ed è giusto ricordare chi ha contribuito a far crescere questo sport e la Federazione, come il presidente Agabio, che mi ha preceduto. E poi c’è tanta commozione nel celebrare Bruno Grandi, che abbiamo nel cuore non solo noi italiani, ma anche i rappresentanti della ginnastica in tutto il mondo, come il presidente della Fig, Watanabe, e tutti i dirigenti mondiali. Grandi e Agabio hanno creato la base per l’attuale sviluppo della ginnastica italiana, noi dobbiamo proseguire su questa strada”.

Si parla di un progresso che deve riguardare tutti i protagonisti della ginnastica italiana. “Il nostro movimento è in evoluzione – conclude Tecchi -, con uomini, donne e ritmica che sono scuole consolidate, settori per i quali bisogna allargare sempre più il bacino di appassionati e praticanti, questo è fondamentale per il futuro. La ginnastica italiana crescerà ancora grazie allo sforzo di tutti e all’esempio che viene dai nostri 150 anni di vita. Il 23 novembre ci sarà il Gran Prix al Palalido di Milano, con esibizioni di artistica e ritmica e l’intervento di campioni stranieri, proprio per celebrare questa ricorrenza. Sarà una ulteriore occasione per rendersi conto di come la ginnastica sia stata importante nello sport e anche nella società italiana e come potrà continuare a esserlo per i prossimi 150 anni”.
(ITALPRESS).

L’articolo TECCHI “EPPURE CI CREDEVO NELLE FATE AZZURRE” proviene da Italpress.