CONVEGNO SULLA FIBROMIALGIA A PALAZZO PIRELLI

Sollecitare il Governo perché introduca la fibromialgia nei livelli essenziali di assistenza (LEA); avviare in Lombardia un percorso specifico di presa in carico e di cura; puntare sulla formazione e l’informazione su questa grave patologia di dolore muscoloscheletrico diffuso e di affaticamento. Questi gli obiettivi del convegno “Fibromialgia: paziente al centro”, organizzato dalla Commissione consiliare Sanità che si è tenuto oggi a Palazzo Pirelli e che ha visto la partecipazione di numerosi medici specialistici e di rappresentanti delle diverse associazioni.
“Come Presidente della Commissione consiliare Sanità ho fortemente voluto questo convegno per supportare la battaglia portata avanti dalle associazioni di pazienti, per lo più donne, che soffrono di questa patologia – ha detto il Presidente Emanuele Monti (Lega) -. Si tratta, infatti, di una malattia che fino a pochi anni fa non era adeguatamente conosciuta dagli stessi medici, né tanto meno dalle istituzioni. È dunque tempo che anche dalla Lombardia venga portata avanti un’azione per sollecitare il Governo a introdurre nei LEA la fibromialgia: si tratta di un dovere etico ed umano, prima che politico”.

Attualmente, non sono ancora note le cause e la sintomatologia è molto diversificata (dolore muscoloscheletrico diffuso, affaticamento, disturbi del sonno e cambiamenti del tono dell’umore) e non è fisicamente evidente: fattori che rendono difficile l’individuazione e il riconoscimento.
“E’ difficile farsi accettare – ha sottolineato Barbara Suzzi, Presidente Comitato Fibromialgici Uniti – perché spesso la nostra malattia viene classificata come un disturbo psico-somatico di scarsa rilevanza. Spero che l’incontro di oggi segni l’inizio di un percorso che porti celermente al giusto riconoscimento della gravità della patologia”.
Più sostegno e attenzione da parte di Regione Lombardia sono stati sollecitati da Carlo Borghetti (PD), Vice Presidente del Consiglio regionale, che ha ricordato come nelle scorse legislature l’Assemblea lombarda si sia già occupata del tema, con l’approvazione di vari documenti. “E’ ingiusto che ad oggi non si abbia ancora un adeguato livello di cura e di attenzione – ha dichiarato Borghetti -. Auspico che Regione Lombardia, come altre regioni italiane, possa sostenere i pazienti fibromialgici, anche con esenzioni dal ticket. E’ inoltre, importante che venga individuato un centro regionale che possa fare da riferimento per la diagnosi e la cura, evitando che i pazienti siano costretti a vagare da un centro ad un altro”.

Diverse le iniziative portate avanti dalla DG Welfare, illustrate da Alessandra Piatti, dirigente della Struttura reti clinico assistenziali, tra cui il coordinamento della Rete reumatologica, lo studio per l’individuazione di un punto di riferimento e gli investimenti sulla ricerca.
Numerose e toccanti le testimonianze e i punti di vista delle associazioni che promuovono e sostengono in prima linea la lotta alle malattie reumatiche (CFU-ITALIA Odv, AISF ONLUS, ABAR ONLUS e ALOMAR ONLUS) e che hanno sottolineato le tante difficoltà, soprattutto nei luoghi di lavoro.
“E’ urgente arrivare a un pieno riconoscimento della patologia – ha detto Luigi Piccirillo, consigliere regionale M5S membro della Commissione Sanità -. L’inserimento nei LEA favorirebbe i medici di medina generale nella diagnosi precoce di una malattia molto difficile da individuare”.
La Vice Presidente della Commissione consiliare, Simona Tironi (FI) ha ribadito massimo impegno sulla questione. “Le associazioni stanno svolgendo un lavoro prezioso di sensibilizzazione e informazione che deve essere riconosciuto anche dalle istituzioni – ha rimarcato Tironi -. E’ importante che Regione Lombardia porti all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni il tema della presa in carico e della cura dei pazienti fibromialgici, offrendo risposte concrete ai malati e alle loro famiglie”.
(ITALPRESS).

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