NEI PRIMI 9 MESI PRODUZIONE INDUSTRIALE +0,3%

Inattesa svolta positiva per la produzione manifatturiera lombarda: +1,1% la produzione industriale e +0,9% quella artigiana (dato congiunturale). Anche il dato tendenziale è positivo per entrambi i comparti: +0,8% l’industria e +1,9% l’artigianato. Il dato medio dei primi tre trimestri dell’anno rimane quindi positivo (+0,3% l’industria e +0,6% l’artigianato), ma l’intensità delle variazioni è decisamente inferiore alle medie annue dello scorso anno (+3,0% l’industria e +1,9% l’artigianato). Torna a crescere la domanda estera per le imprese industriali (+1,4% congiunturale). Peggiorano le aspettative, tutte con saldi negativi. E’ quanto emerge dall’Analisi congiunturale dell’industria manifatturiera in Lombardia, presentata da Unioncamere e Confindustria Lombardia.
Il focus di approfondimento sulle tematiche di Impresa 4.0 e tecnologie digitali conferma il percorso di crescita intrapreso dalle imprese lombarde per la trasformazione digitale, ma evidenzia i limiti del tessuto produttivo nel gestire questa transizione. Cresce il grado di implementazione delle tecnologie 4.0 ma non altrettanto il livello di conoscenza, con segmenti di imprese che non hanno consapevolezza della trasformazione in atto. Aumenta la richiesta di consulenza specialistica ma diminuisce quella di formazione del personale, soprattutto tra le piccole imprese.

I dati presentati derivano dall’indagine relativa al terzo trimestre 2019 che ha riguardato un campione di più di 2.600 aziende manifatturiere, suddivise in imprese industriali (più di 1.500 imprese) e artigiane (più di 1.100 imprese).
Nel terzo trimestre 2019 si registra un incremento congiunturale della produzione industriale (+1,1% destagionalizzato). La variazione tendenziale, anch’essa positiva (+0,9%) permette alla variazione media dei primi tre trimestri dell’anno di mantenere il segno positivo (+0,3%), ma l’intensità della crescita è minima e pari a un decimo di quella dello scorso anno (+3,0%).
Anche il dato congiunturale delle aziende artigiane manifatturiere è positivo (+0,9%) come anche il dato tendenziale (+1,9%) e questi risultati consentono alla variazione media dei primi tre trimestri di attestarsi al +0,6%, anche in questo caso in rallentamento rispetto alla crescita media annua del 2018 (+1,9%).
L’indice della produzione industriale sale a quota 111,8 (dato destagionalizzato, base anno 2010=100), recuperando il livello di inizio anno, ma ancora sotto il massimo pre crisi (pari a 113,3 registrato nel 2007).

Per le aziende artigiane l’indice della produzione sale a quota 99,6 (dato destagionalizzato, base anno 2010=100), ma ancora non riesce a superare quota 100.
Da un punto di vista settoriale registrano ancora una riduzione dei livelli produttivi 3 settori su 13: la siderurgia (-2,5% la variazione tendenziale) colpita dalla guerra dei dazi; il legno-mobilio (-0,5%); il tessile (-0,1%). Tra gli altri settori, sei registrano incrementi anche consistenti dopo il rallentamento dello scorso trimestre: abbigliamento (+6,0%); alimentari (+5,7%); pelli-calzature (+3,8%); carta-stampa (+3,1%); gomma-plastica (+2,0%); mezzi di trasporto (+1,8%). Registrano incrementi minimi i settori delle manifatturiere varie (+0,5%), della meccanica (+0,2%), della chimica (+0,1%) e dei minerali non metalliferi (+0,1%).

Il quadro settoriale dell’artigianato conferma il risultato positivo raggiunto nel trimestre: nessun comparto presenta infatti una flessione dei livelli produttivi rispetto all’anno precedente. Due settori evidenziano una situazione di stabilità (minerali non metalliferi carta stampa). Tutti gli altri settori registrano invece incrementi produttivi, che variano dal +0,4% dell’abbigliamento al +5,6% delle manifatturiere varie. Significative anche le variazioni per pelli e calzature (+4,5%), alimentari (+3,7%), legno e mobilio (+2,7%), tessile (+2,2%) e siderurgia (+2,1%). Anche meccanica (+1,5) e gomma-plastica (+1,3%) sono positivi ma con una crescita inferiore alla media del comparto.
Il dato medio generale nasconde andamenti differenziati fra le imprese: raggiungono il 45% per l’industria le aziende in crescita e scendono al 41% quelle in contrazione.
Nell’artigianato si registra un andamento simile con la quota di aziende in crescita che sale al 45% e quella delle aziende in contrazione che scende al 35%.

Il fatturato a prezzi correnti per l’industria cresce ancora su base annua (+2,4%) riuscendo così a portare la crescita media dei primi tre trimestri al +2,0%. Come segnalato per la produzione, anche la crescita media del fatturato si attesta su un valore molto inferiore rispetto alla media del 2018 (+4,7%).
Per le imprese artigiane il fatturato risulta invariato in un’ottica tendenziale e negativo rispetto al trimestre precedente (-0,4%). Queste dinamiche portano ad una crescita media dei primi tre trimestri del 2019 dello 0,4%, anche in questo caso inferiore al +1,7% del 2018.
Gli ordinativi esteri dell’industria, dopo le difficoltà segnalate gli scorsi trimestri, registrano un incremento congiunturale dell’1,4% ma un dato tendenziale ancora vicino alla variazione nulla (+0,4%). La crescita media dei tre trimestri del 2019 rimane così ben lontana dal dato medio dello scorso anno (+4,9%). Gli ordini interni mantengono tassi di crescita minimi intorno allo 0,3% sia in ottica tendenziale che congiunturale, che non riescono a compensare i risultati negativi di inizio anno e portando a una variazione media dei primi tre trimestri 2019 negativa (-0,2%), contro il +2,7% del 2018.

Il comparto artigiano rileva dati più negativi per gli ordini interni in contrazione sia su base annua (-0,4%) sia rispetto al trimestre precedente (-0,5%), con un pre-consuntivo 2019 in sensibile contrazione (-1,1%). Svoltano in negativo anche gli ordini esteri (-0,6% congiunturale) ma sia il dato tendenziale (+2,2%) che la media dei primi tre trimestri 2019 (+3,0%) sono ancora positivi. La quota del fatturato estero sul totale per le imprese artigiane rimane poco rilevante (7,3% del fatturato totale) e in leggero calo.
L’occupazione per l’industria presenta un saldo nullo. In questo trimestre tasso d’ingresso (2,4%) e tasso d’uscita (2,4%), entrambi in aumento, si compensano perfettamente. In calo il ricorso alla CIG, con una quota di aziende che dichiara di aver utilizzato ore di cassa integrazione al 5,9% e la quota sul monte ore allo 0,6%.
Nell’artigianato il saldo occupazionale è negativo (-0,4%), in questo caso per via di un calo del tasso d’ingresso (2,2%) e un contestuale aumento del tasso d’uscita (2,6%). Stabile il ricorso alla CIG con una quota di aziende che dichiara di aver utilizzato ore di cassa integrazione al 2,6% e la quota sul monte ore allo 0,5%.

Le aspettative degli imprenditori industriali sulla produzione, dopo il miglioramento dello scorso trimestre, tornano negative riallineandosi alle aspettative sull’occupazione in progressivo deterioramento da alcuni trimestri. Peggiorano anche le aspettative per la domanda che si trovano in area negativa sia per quanto riguarda il mercato estero che per quello interno.
Nel caso dell’artigianato le aspettative sono più pessimistiche, con saldi tra previsioni di crescita negativi per tutte le variabili.
(ITALPRESS).

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