MALTA, SI AGGRAVA LA CRISI PER IL GOVERNO MUSCAT

L’opposizione nazionalista a Malta ha abbandonato la seduta parlamentare per la seconda volta in questa settimana dopo che il primo ministro Joseph Muscat ha negato di avere responsabilità politiche per la crisi degli ultimi giorni che ha portato alle dimissioni del capo del suo staff, Keith Schembri, indagato per l’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia. Per il leader dell’opposizione Adrian Delia il governo di Muscat ha perso la leggitimità a governare. Anche la comunità commerciale a Malta aveva dichiarato la sua preoccupazione sulla situazione difficile che il paese sta vivendo e chiesto una maggiore responsabilità politica e soluzioni immediate ai gravi problemi. Durante un interrogatorio l’imprenditore maltese Yorgen Fenech, arrestato con l’accusa di essere il mandante dell’omicidio di Caruana Galizia, avrebbe fatto il nome di Schembri come colui che ha pianificato il delitto avvenuto il 16 ottobre 2017. Dai tabulati telefonici sarebbero emersi contatti regolari tra Fenech e Schembri. Fenech ha anche presentato formalmente una richiesta per il perdono presidenziale in cambio di informazioni che collegano Keith Schembri al delitto.
Continuano intanto le proteste fuori dal Parlamento. La polizia ha dovuto barricare gli ingressi. Questa sera la società civile con il sostegno dell’opposizione nazionalista ha organizzato la quinta protesta in una settimana. I manifestanti hanno bloccato la strada principale a Floriana e si è riunita davanti al monumento che ricorda le vittime della Seconda guerra mondiale, a 300 metri di distanza dall’ufficio del primo ministro. I manifestanti chiedono le dimissioni di Muscat.
(ITALPRESS/MNA).

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