LAVORO, SINDACATI CHIEDONO RISPOSTE CONCRETE

Lavoratori in piazza per il primo appuntamento per la Settimana di mobilitazione per il lavoro promossa da Cgil, Cisl e Uil. In Piazza Santi Apostoli i leader sindacali hanno chiamato a raccolta i diretti interessati per parlare delle questioni legate all’occupazione in tutte le sue sfacettature. Ad aprire la manifestazione il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. “Bisogna ricostruire il Paese a partire dal lavoro. Rimettere al centro il lavoro e le persone che lavorano, questa è la bussola, garantendo i diritti, combattendo la precarietà, facendo ripartire gli investimenti e una vera politica industriale”. Landini rivolgendosi al governo e alle imprese ha aggiunto “è il momento dei fatti, basta parole. O si lavora tutti insieme o non si va da nessuna parte. Bisogna ricostruire la fiducia del Paese e dare voce ai giovani”. La leader della Cisl, Annamaria Furlan, ha sottolineato come “siamo qui perché fin quando non avremo le risposte alle questioni che insieme abbiamo chiesto un anno fa da piazza San Giovanni, noi continueremo nella nostra mobilitazione e nella nostra lotta. Non ci bastano cambiamenti di modi, non abbiamo bisogno di gentilezze, abbiamo bisogno di dare risposte al mondo del lavoro. Abbiamo bisogno di chiudere le vertenze e di togliere dall’incertezza oltre 300mila lavoratori e lavoratrici”. Furlan ha incalzato: “Quanto ancora dobbiamo aspettare perché la politica capisca che le vertenze non sono un braccio di ferro tra governo e opposizione o, ancora peggio, dentro lo stesso governo. Il popolo del lavoro, questo popolo del lavoro, non vive di sondaggi elettorali, non vive di tweet, vive di lavoro. Ed è quello che vogliamo sia l’impegno della politica”. Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ha voluto sottolineare le ragioni della manifestazione: “A questo Paese serve un patto per la pace produttiva e per l’occupazione. Tutti litigano su tutto, ma non possiamo più permettercelo. A causa della crisi e della mancanza di lavoro, anche questo sarà un Natale brutto per tante famiglie italiane. Invece bisogna dare speranze ai giovani e agli anziani. Il Governo – ha aggiunto – ha assunto un apprezzabile atteggiamento di confronto e ha avviato molti tavoli di trattative. Ora, però, servono soluzioni, anche perché è in atto una deindustrializzazione che genererà conseguenze gravi. Se non si risolvono i problemi, dunque torneremo nelle piazze”.
(ITALPRESS).

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