LA LEGA CAMBIA STATUTO, AL VIA SVOLTA SOVRANISTA

Da movimento federale legato soprattutto al Nord Italia, a partito sovranista di respiro nazionale. E’ stata approvata per alzata di mano all’Hotel Leonardo Da Vinci di Milano, la storica modifica dello Statuto della Lega, che dà una svolta al futuro di un Carroccio, sempre meno legato al suo fondatore Umberto Bossi e sempre più nel segno di Matteo Salvini. E propio Bossi e Salvini sono stati i due principali protagonisti del Congresso Federale. Arrivato in sedia a rotelle e accolto da una vera e propria standing ovation dalla sala il primo, mentre Salvini si è presentato tenendo in mano un presepe, dono di un artista campano, concedendosi come sempre all’assalto dei media.

“Oggi è l’inizio di un bellissimo percorso, è il battesimo di un movimento che ha l’ambizione di rilanciare l’Italia nel mondo”, ha sottolineato l’ex ministro degli Interni al suo arrivo in sala, rilanciando poi dal palco che dopo questa piccola riforma, la nuova Lega “sarà un movimento snello, orgoglioso delle proprie radici, ma che guarda al futuro, in grado di coinvolgere segretari di sezione e sindaci, di aprire, coinvolgere, contaminare. Chi rimane solo ancorato al passato è morto. Non possiamo essere un partito che ha il 30% ragionando come se avessimo il 4%, non ci devono essere invidie”.

“Sono ottimista di natura e sono convinto che l’anno prossimo sarà straordinario e sono convinto che torneremo al governo del Paese – ha aggiunto -. Sarà una sfida con potenzialità e rischi perché ci sono tante cose che vanno, ma anche approssimazione, personalismi, litigi, pigrizia. Non siamo qua perché siamo bravi ma perché gli italiani puntando su di noi, non abbiamo diritto di essere pigri o di dare nulla per scontato”.

A dare la sua benedizione alla trasformazione del partito, precisando però che “siamo noi che lo vogliamo, non Salvini che ce lo impone, Salvini non ci può imporre un c….”, il fondatore della Lega, Umberto Bossi. “Oggi non si chiude nessun partito, col c… che è il funerale della Lega, è il funerale degli altri – ha spiegato il Senatur -. Non ci sarà nessuna chiusura, sarà possibile avere un doppio tesseramento: uno della Lega Nord e uno della Lega per Salvini. Salvini vuole avere la possibilità di avere il simbolo della Lega, ma deve raccogliere le firme se lo vuole”.

Lo Statuto, che prevede tra l’altro per Umberto Bossi la carica di Presidente Federale a vita e nell’articolo 1 mantiene la parola Padania, prevede la possibilità di un doppio tesseramento alla storica Lega Nord e alla nuova Lega di Salvini. Nessun cambio per il simbolo con Alberto da Giussano, né per la sede, che resta a Milano, in via Bellerio. Tuttavia il partito fondato da Bossi non è stato liquidato ma resterà in vita, soprattutto per le pendenze con la magistratura legate alla restituzione allo Stato dei 49 milioni di euro di rimborsi elettorali giudicati irregolari.

Bossi ha inoltre invitato il partito a non sottovalutare il movimento delle Sardine, il quale in tono ridotto aveva inscenato una protesta anche a pochi metri dall’assise leghista. “La sinistra ha messo in piedi le Sardine per creare una spinta sociale. Sono un fenomeno intelligente, non bisogna trattarle in modo superficiale. Non sono da sottovalutare, non diventeranno un partito, ma aumenteranno il consenso del Pd”, ha detto.

Il congresso federale è stato però da spunto per il leader della Lega, Matteo Salvini, per tornare sull’argomento legato all’autorizzazione a procedere nei suoi confronti per la vicenda della nave Gregoretti, chiedendo ed ottenendo dall’assise una sorta di autodenuncia collettiva per lo stesso reato di cui è accusato. “Non penso che questi giudici attacchino me, attaccano un popolo. Non c’è in ballo la libertà personale di Salvini è un attacco alla sovranità nazionale, al diritto alla sicurezza e alla difesa dei confini”, ha detto.
(ITALPRESS).

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