BONACCINI E IL PARTITO DEI SINDACI

Cinquantatrè anni il prossimo 1 gennaio, Stefano Bonaccini, modenese di Campogalliano, guida la Regione dal 2014 quando è stato eletto con il 49,05%. Alle spalle ha cinque anni di governo. Lascia una Regione tra le più virtuose in Italia nella programmazione dei fondi Ue e, secondo i dati del Rapporto 2019 sull’economia regionale, seconda regione italiana per valore delle esportazioni e tra le prime regioni d’Europa per export per abitante.

A chi gli ha contestato la scelta del verde come colore della campagna elettorale ha risposto che “non ha nulla da dire né sui programmi né sui progetti” e che il verde è il colore dello stemma dell’Emilia-Romagna. Bonaccini ha scelto piazza Maggiore per l’apertura della sua campagna elettorale, il 7 dicembre scorso. La stessa che il 14 novembre è stata riempita dal flash mob delle 12mila “sardine” in risposta al popolo leghista riunito al PalaDozza.

Bonaccini è sostenuto da sei liste: Partito Democratico, Lista Bonaccini Presidente, Volt, Verdi, Emilia-Romagna Coraggiosa e una lista composta da +Europa, Socialisti, Centro Democratico e Partito Repubblicano. Il presidente uscente, però, sta conducendo una campagna in solitaria, al contrario dell’avversaria Lucia Borgonzoni che sin da subito ha schierato il leader della Lega Matteo Salvini al suo fianco.

“Se vengono qui”, ha commentato Bonaccini riferendosi ai componenti del Governo e ai leader politici nazionali, è per “affrontare o risolverci un problema. Noi abbiamo bisogno, non di passerelle in campagna elettorale, ma di questioni che attengono alla soluzione dei problemi”. Quattro i punti-cardine del suo programma: conoscenza e saperi, diritti e doveri, sostenibilità, opportunità. Domenica 29 dicembre, alle 10, all’autodromo di Imola, presenterà programma elettorale e candidati di tutte le liste che lo sostengono insieme al sindaco di Milano Beppe Sala.

(ITALPRESS).

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