A BOLOGNA LA COMMEMORAZIONE DELLA STRAGE DEL PILASTRO

Silenzio e dolore scandiscono il momento in cui, terminata la messa nella vicina chiesa di Santa Caterina da Bologna, viene deposta una corona ai piedi del monumento che ricorda l’eccidio del Pilastro, nel quale il 4 gennaio 1991 morirono i carabinieri Mauro Mitilini, Andrea Moneta e Otello Stefanini. Silenzio e dolore si rinnovano ormai da ventinove anni e anche oggi in una Bologna fredda, ma illuminata dal sole, parenti e autorità si ritrovano per fare memoria insieme alla comunità. “Cosa cerchiamo da queste celebrazioni? – ha chiesto dall’altare don Giuseppe Grigolon, cappellano militare del Comando Legione Carabinieri Emilia-Romagna, che ha celebrato la messa -. Non il pianto, ma una fedeltà, un esempio, la forza che ci spinge a sacrificarci ogni anno per le persone che amiamo”. L’omelia del cappellano militare ha per tema la giustizia, quella che i familiari dei tre carabinieri uccisi al Pilastro chiedono in una lettera auspicando che vengano riaperte le indagini.
“Siamo qui – ha detto il generale di brigata Claudio Domizi, comandante della Legione Carabinieri Emilia-Romagna, al termine della funzione religiosa – per dirci ancora una volta che non ci dimentichiamo, non possiamo dimenticare”. L’alto ufficiale ha poi ringraziato il sindaco Virginio Merola “che testimonia la vicinanza all’Arma dei Carabinieri” e “tutti i cittadini di questo quartiere dove presto sorgerà la caserma dei Carabinieri, presidio dello Stato”. Numerose le autorità civili e militari che hanno partecipato alla messa. Tra la folla anche Valter Giovannini, il pubblico ministero che coordinò le indagini e condusse l’accusa in aula sui delitti bolognesi della banda.
(ITALPRESS)

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