MENARINI E SINDACATI, ACCORDO SU SANITÀ INTEGRATIVA

Il Gruppo Menarini e i sindacati di categoria hanno sottoscritto l’accordo integrativo triennale di gruppo che interessa circa 3.500 lavoratori occupati in Italia – su circa 17 mila a livello globale – dei quali circa 900 a Firenze tra sede, unità produttiva e ricerca.
L’accordo integrativo triennale fissa i premi di partecipazione per tre anni: 1.260 euro nel 2020; 1.290 nel 2021; 1.320 nel 2022.
Qualora l’importo venisse versato parzialmente o totalmente nel fondo pensione Fonchim c’è un ulteriore incremento a carico dell’azienda fino al 12%, che può raggiungere il 30% con la conversione nella retta per l’asilo nido. A carico di Menarini, inoltre, c’è anche la copertura sanitaria integrativa Faschim dell’intero nucleo familiare. Peri lavoratori che non hanno un nucleo familiare e non possono beneficiare dell’estensione della copertura sanitaria, l’azienda dà la possibilità di versare l’importo sul Fonchim, il fondo di previdenza complementare.
L’accordo prevede inoltre la valorizzazione sia del welfare contrattuale sia di quello aziendale attraverso l’istituzione della bacheca elettronica aziendale, l’introduzione del libretto formativo con l’attività formativa svolta da ciascun dipendente, la possibilità per i lavoratori di cedere le proprie giornate di riposo in modalità solidale, l’introduzione del congedo parentale ad ore, maggiori possibilità di riscatto del Tfr, permessi retribuiti per le visite mediche specialistiche e per gli esami, anche dei propri figli.
«Questo accordo- commenta Nora Garofalo, segretaria generale Femca-Cisl – rappresenta un modello importante per le innovazioni e la struttura delle relazioni industriali e conferma che solo un confronto serio e costruttivo con l’azienda può dare i migliori risultati per i lavoratori, con benefici perla stessa azienda e per il territorio».
(ITALPRESS/WEWELFARE.IT)

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