MALAGO’”A TOKYO2020 FAREMO MEGLIO DI RIO”

“A Tokyo2020 faremo meglio rispetto a Rio2016”. Questa la certezza e la promessa di Giovanni Malagò a sei mesi dai Giochi Olimpici giapponesi, che si apriranno ufficialmente il 24 luglio con la cerimonia inaugurale. Nel forum organizzato nella sede romana dell’agenzia ITALPRESS, il presidente del Comitato Olimpico Nazionale si è soffermato sulle speranze dell’Italia in vista dell’appuntamento di Tokyo. “Faremo bene, anche se non so quanto bene – ha osservato Malagò – perché il risultato finale dipenderà naturalmente da diversi fattori, dalle condizioni meteorologiche alle valutazioni dei giudici. E ci sono anche le incognite legate alle nuove discipline e alla Russia. Noi, intanto, ci concentriamo sulle qualificazioni: abbiamo già tanti azzurri (al momento 175, ndr) certi di partecipare alle Olimpiadi, ma ancora moltissime carte da giocare”. Sono tanti i nomi importanti che ancora devono staccare ufficialmente il pass per Tokyo, per esempio la portabandiera di Londra Federica Pellegrini nei suoi 200 metri stile libero. Intanto, però, cominciano ad arrivare le prime candidature per il prestigioso ruolo di portabandiera nella cerimonia di apertura. Tra queste anche Elisa Di Francisca, medaglia d’oro individuale e a squadre a Londra2012 e argento a Rio2016, che pochi giorni fa ha conquistato la certezza di partecipare a Tokyo con la squadra del fioretto. “Sono affezionato a Elisa, sono stato recentemente anche al suo matrimonio – ha raccontato Malagò – Fa bene a esprimere la sua volontà, come hanno fatto anche altre atlete e altri atleti. È però un discorso del tutto prematuro, perché ancora molti azzurri candidabili potrebbero qualificarsi”. Tra le ipotesi allo studio c’è anche quella del doppio portabandiera, al momento però poco probabile. “Romanticamente è una bella idea – ha sottolineato il presidente del Coni – ma mi sono permesso di dire che, se in tutta la storia delle Olimpiadi l’ha fatto soltanto il Canada in una circostanza, un motivo ci sarà”. Malagò si è poi soffermato anche su alcuni temi legati al calcio, in particolare sulla nazionale di Roberto Mancini che arriva a Euro2020 con grandi aspettative dopo l’en plein nel girone di qualificazione, chiuso con dieci vittorie in altrettante partite, 37 gol fatti e soltanto 4 subiti. Il commissario tecnico sembra aver già definito la rosa per il torneo che si aprirà il 12 giugno, a Roma, proprio con la sfida tra Italia e Turchia, ma qualche dubbio c’è, in particolare per l’infortunio di Zaniolo e forse anche per la posizione di Balotelli, che ancora spera in una chiamata. “Io ho fiducia cieca in Roberto Mancini, che ha conquistato tutti e ha creato un’atmosfera fantastica grazie alla sua voglia di mettersi in gioco e accettare questa scommessa – ha sottolineato Malagò – Lui sa benissimo se, dove e come sia possibile coinvolgere Balotelli. Zaniolo? Dipende da lui e anche da Mancini, perché l’infortunio è importante anche se è recuperabile, almeno sulla carta. Il commissario tecnico saprà cosa fare”. La Nazionale aspetta Zaniolo e anche la Roma, che proprio in queste ore sembra vicina a una svolta importante dal punto di vista societario con la cessione a Friedkin. “Non so se la trattativa si chiuderà e non conosco personalmente Friedkin, ma conosco bene alcune persone a lui vicine – ha concluso Malagò – Mi dicono che è un investitore di lungo periodo, non uno speculatore. Dunque ha una strategia e in questa immagino che rientri anche lo stadio, perché oggi non è possibile fare impresa senza uno stadio”.
(ITALPRESS).

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