MEDIO ORIENTE, TRUMP LANCIA UN PIANO PER LA PACE

“È l’accordo del secolo”. Così Donald Trump ha presentato il piano della sua amministrazione per la crisi in Medio Oriente e la soluzione del conflitto israelo-palestinese, annunciato oggi. Secondo quanto illustrato dal presidente americano, in una conferenza stampa congiunta alla Casa Bianca con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, il piano si basa sulla creazione di uno Stato della Palestina che abbia la sua capitale a Gerusalemme est e una rivisitazione dei confini che permetterà a Israele di vedere riconosciuta la sua sovranità su quasi tutto il territorio della Cisgiordania. Il presidente Usa lo ha presentato nella mattinata americana di martedì, dopo una due giorni di incontri a Washington con il premier israeliano Benjamin Netanyahu e, ieri, con il leader del partito israeliano “Blue and White”, Benny Gantz, principale avversario politico di Netanyahu alle elezioni del prossimo 2 marzo.
“Oggi Israele compie un grande passo per il raggiungimento della pace”, ha detto Donald Trump durante la conferenza stampa definendo il piano “una proposta realistica in linea con la soluzione dei due Stati”, da sempre supportata dalla comunità internazionale e dalle Nazioni Unite, e che non comprometta “la sicurezza di Israele”. Trump ha parlato con Netanyahu al suo fianco e ha detto che, per far sì che questo piano funzioni, “non posso far altro che impegnarmi molto anche nei confronti della Palestina, altrimenti non sarebbe equo”.

Il presidente USA ha spiegato che il suo piano prevede un raddoppio dei territori palestinesi nella regione: “È una opportunità storica per loro per ottenere finalmente uno stato indipendente – ha detto Trump -. Questa potrebbe essere l’ultima opportunità a nostra disposizione”. “Mostreremo un piano che è stato elaborato da tutti e vedremo se prenderà piede o meno”, ha detto durante la conferenza stampa congiunta. “Se dovesse funzionare, sarebbe grandioso. Penso abbia una possibilità”.
Nel piano, redatto con la supervisione di Jared Kushner – senior adviser del presidente e marito della figlia di Trump, Ivanka – secondo quanto confermato da CNN, New York Post e New York Times, è inclusa anche l’offerta economica di 50 miliardi di dollari, proposta già lo scorso giugno dall’amministrazione Trump, per l’avvio di una serie di investimenti per risollevare l’economia in Palestina e nella striscia di Gaza.

Accordo che però la Palestina sembra aver già rifiutato. Nonostante Trump abbia ribadito che questo piano sia diverso dai tentativi del passato, la controparte palestinese ha rigettato il piano prima ancora di leggere i dettagli: “Qualsiasi tentativo di accordo che non definisca Israele uno Stato invasore dei nostri territori sarebbe una frode del secolo”, ha dichiarato in una nota ripresa da CNN.
Il premier di Israele Benjamin Netanyahu ha invece detto che il piano proposto è una buona base per l’inizio delle negoziazioni. Secondo quanto reso noto dal suo ufficio stampa, domani il premier volerà in Russia da Vladimir Putin per discutere della proposta dell’amministrazione Trump.
(ITALPRESS).

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