SVILUPPO SOSTENIBILE, BRONZINI “EDUCARE LE NUOVE GENERAZIONI”

Ristabilire gli equilibri ecologici del pianeta, ridurre le differenze culturali e sociali e mettere in campo comportamenti virtuosi, in rete tra le Istituzioni, per migliorare il futuro della comunità. Si muove verso questi principi il concetto di economia sostenibile volto a ripensare l’utilizzo delle risorse del pianeta in un senso più etico e razionale, così da lasciare alle generazioni future un’eredità non compromessa da uno sfrenato capitalismo. Tema attualissimo quello dell’economia sostenibile, inserito nel concetto più generale dello sviluppo sostenibile, ripreso a piene mani proprio nell’ultimo World Economic Forum di Davos dove la domanda era volta alla necessità che tutti facessero la propria parte. Ed è proprio in questa direzione che si muove anche l’Università di Bari “Aldo Moro”, richiamando la propria missione di ricerca e connessione con le Istituzioni: “Questi sono temi che tornano ad una quotidiana attenzione, nostra e di tutti i centri di ricerca e di tutte le Università”, sottolinea il rettore dell’Ateneo barese Stefano Bronzini che oggi ha inaugurato il primo primo Corso di Alta Formazione in “Sustainability Management”.

Organizzato nell’ambito del Progetto PECCEI – Partenariato Euromediterraneo per la CirCular Economy e l’Innovazione, il corso si inserisce nell’ambito delle politiche e delle azioni che l’Università di Bari sta mettendo in campo per promuovere e costruire, in accordo con l’Agenda 2030, un processo di transizione verso lo sviluppo sostenibile. “Parlare di sostenibilità – continua Bronzini – non significa soltanto avere dei comportamenti virtuosi ma avere, sia dal punto di vista dell’educazione e della ricerca, un approccio critico rispetto a comportamenti che tali, cioè virtuosi, non sono stati negli anni passati”. Ruolo delle università e degli Enti di ricerca, quindi, è quello anche di raccogliere dati e informazioni, analizzarli e condividerli per avere un approccio al problema il più completo possibile: “Noi abbiamo lavorato sia nell’ambito dell’ambiente ma anche dell’economia, della Green Economy, ma stiamo estendendo i nostri compiti anche in altre sedi. – ricorda il rettore dell’Ateneo barese – Penso a quella politica del rispetto dei dati e della loro conservazione. Avere memoria è anche un’idea della sostenibilità, studiare il passato per migliorare il futuro, questo è un mandato che ci viene dato dal pianeta”.

Quello dello sviluppo sostenibile è un tema di fondamentale importanza per il futuro della società, ecco perché il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un suo intervento in occasione del centenario dalla nascita di Chiara Lubich, ha ricordato come la sostenibilità significa anche superare le diseguaglianze e conciliare produzione e cura delle persone: “Il nostro rapporto sull’integrazione è basato su due assi. – rimarca Bronzini – Il primo è quello di educare le nuove generazioni ad avere un rapporto diverso che abbatta tutti i muri, culturali e non soltanto geografici. Il secondo riguarda la ricerca. È necessario iniettare nel Paese sistemi che possano essere virtuosi e rendere comportamenti individuali nei territori come comportamenti collettivi che rendono il Paese sostenibile”.
(ITALPRESS).

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