Faraone “L’ipotesi di un governissimo non esiste”

“Un’intesa tra Renzi e Salvini per un ‘governissimo’? Da quanti mesi dicono questo… Credo siano assolutamente questioni inventate. Lo dico perché ricordo a tanti che se non c’è Salvini al governo è proprio grazie a noi, all’azione di Italia Viva, che ha costruito un percorso proprio per evitare che Salvini andasse al governo con i famosi pieni poteri. E’ quindi è nato questo governo che altri non volevano, a partire proprio dal Pd e da Zingaretti, per cui dire oggi il contrario mi pare surreale”. Il capogruppo al Senato di Italia Viva, Davide Faraone, smentisce i ‘rumors’ di un ‘governo di emergenza’ per tornare al voto prima della naturale scadenza della legislatura. “Altra cosa è dire, e questo lo confermiamo, che in questa fase abbiamo bisogno, a maggior ragione dopo il coronavirus e con gli effetti economici negativi di questo virus e della psicosi da virus che si sta generando, di un paese unito in tutte le forze politiche – spiega ancora Faraone in un forum nella redazione romana dell’agenzia Italpress – E’ stato positivo che si sia votato il decreto legge sugli interventi urgenti contro il coronavirus all’unanimità alla Camera, l’auspicio è che avvenga anche in Senato. E’ positivo se anche gli interventi economici saranno votati da tutti, E anche sulle riforme istituzionali, riusciamo tutte le forze politiche, al di la’ della collocazione, ad essere uniti nel costruire un sistema istituzionale che funzioni in questo paese? Sono due temi diversi, il governo e la gestione emergenza e la questione di un rassetto istituzionale del paese ma che stanno insieme per costruire un futuro importante e positivo”. “In settimana avevamo immaginato un incontro tra Renzi e Conte per capire se c’erano le condizioni per proseguire nella direzione di questo governo e soprattutto con quali contenuti – prosegue l’esponente di Iv – Abbiamo avuto più di qualche difficoltà sul tema economico, delle tasse e della legge di bilancio. Così come sulle questioni sociali delle politiche attive del lavoro, su quota 100 e reddito di cittadinanza, sul tema della giustizia, su prescrizione e intercettazioni. Un po’ di problemi ci sono stati, bisogna comprendere attraverso un confronto tra il presidente del Consiglio e Renzi, che è semplicemente rimandato per via dell’emergenza che stiamo vivendo, se ci sono le condizioni per continuare così o se c’è bisogno di percorsi diversi”.

Circa il compotamento del governo nell’arginare la diffusione in Italia di coronavirus: “Per arginare questa epidemia è stato fatto tutto quello che era necessario, così come riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Hanno riconosciuto il fatto che in Italia si è intervenuti prontamente e si sono organizzate tutte le iniziative che potevano farsi in maniera corretta e anche opportuna. Il problema è riuscire a trovare un equilibrio tra quella che è la necessità di comunicazione ai cittadini e di trasparenza e l’evitare di costruire una psicosi attorno a una comunicazione compulsiva ed eccessiva, che può creare danni all’economia. Da questo punto di vista abbiamo il dovere di recuperare un po’ perché il paese rischia di piegarsi rispetto a un virus che va sì arginato e combattuto, senza però drammatizzare e bloccare un intero paese. Si rischia di avere più vittime economiche rispetto a quante ne produrrà l’epidemia stessa”. Sugli interventi per facilitare la ripresa per il ‘dopo coronavirus’, Faraone sottolinea che “bisogna immediatamente fare un provvedimento per gestire l’emergenza, quindi investire risorse economiche per sostenere tutte le aziende che stanno subendo un colpo dal coronavirus. Questa è la necessità imminente, abbiamo chiesto al governo di intervenire subito: abbiamo anche proposto l’utilizzo della cassa integrazione in maniera più ampia rispetto all’ordinario e il sostegno alle iniziative imprenditoriali turistiche. E bisogna costruire una comunicazione diversa: il nostro sistema sanitario che funziona e sta arginando benissimo il coronavirus: può diventare uno sponsor per un turismo sicuro nel nostro paese. Questo dobbiamo dire – conclude Faraone – e serve invertire la marcia”.
(ITALPRESS).

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