Coronavirus, Boccia “serve piano contro crisi”

“Occorre rifarsi alle risorse del fondo salva-Stati senza alcuna condizionalità. L’emergenza va affrontata in chiave italiana ed europea con gli strumenti che abbiamo indicato nel documento. Questa crisi porterà a un livello prossimo a zero della domanda salvo che per i beni essenziali. Il decreto del governo va bene per gestire l’emergenza. Le aziende sono già di fronte ad una crisi di liquidità: occorre una sospensione dei termini fiscali e contributivi, evitare che debbano anticipare la cassa integrazione, intervenire immediatamente per superare la fase di transizione. Questo consentirà di evitare danni irreversibili”. Così, in un’intervista a “La Stampa”, il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che aggiunge: “La sospensione del Patto di Stabilità dimostra che sono tutti consapevoli della gravità della crisi. Occorre un ‘whatever it takes’ a favore delle imprese: piccole, medie e grandi. Per realizzarlo occorre uno strumento che garantisca liquidità. La nostra proposta è quella di permettere l’accesso a un fondo di garanzia da estinguere su base trentennale”.

“Dicono che le aziende non hanno chiuso anche grazie alla nostra pressione – prosegue Boccia -. Non ci aspettavamo un’epidemia del genere. Ma noi non siamo virologi, non è il nostro mestiere. Abbiamo sottovalutato la situazione? Può darsi. I problemi ora mi paiono altri”. Ed in merito all’ipotesi che il Governo possa decidere di fermare le aziende in alcune zone del Paese, commenta: “Non spetta a noi fare queste valutazioni. Spettano agli esperti della sanità e della politica. La Lombardia è il cuore pulsante dell’economia italiana. Se finora le aziende sono rimaste aperte, è stato per evitare di rimanere tagliata fuori da filiere importantissime della manifattura mondiale. Ora siamo entrati in una fase del tutto nuova: l’emergenza è continentale”.

“Gli imprenditori sono i primi a essere preoccupati – sottolinea Boccia -. Per noi la cosa più semplice in questo momento sarebbe chiudere tutti i capannoni senza assumerci nessuna responsabilità né penale né nei confronti del Paese. Per noi conta guardare avanti. Se il governo deve fermare tutto in alcune zone del Paese, lo faccia. Non spetta a noi deciderlo. Sia però chiara una cosa: stiamo combattendo una guerra, e per non trovarsi solo con macerie bisogna occuparsene ora”.
(ITALPRESS).

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