Coronavirus, Crimi “Pensiamo al futuro ma no banalità”

“In questo momento non dobbiamo parlare di tempi di riapertura, dobbiamo solo parlare della necessità di continuare a stare in casa, perché oggi si comincia a vedere qualche leggero miglioramento e dobbiamo arrivare a vedere veramente la luce prima di riprendere a uscire. Quindi per adesso non se ne parla”. Lo ha detto Vito Crimi, capo politico del M5S e viceministro dell’Interno, intervenuto a Radio Anch’io su Radio1 Rai. “Pensare a cosa si farà quando si riaprirà è ovvio, ma dire le ovvietà, come dice Renzi, che prima o poi bisogna pensare a riaprire è sbagliato. Ci mancherebbe che non ci stiamo pensando, tutti giorni stiamo pensando al dopo, a quando riapriremo, ma non stiamo programmando adesso quando riaprire in una data X finché non siamo certi. Sarà un parere tecnico”.
Quanto al provvedimento di ieri del Viminale sulla possibilità per i genitori di portare fuori i bambini, Crimi osserva: “I bambini non capiscono ciò che sta succedendo, hanno bisogno di essere accompagnati in questo momento, quindi è una necessità portare fuori i bambini piccoli. Nessuno pensi che sia un allentamento dei controlli, se qualcuno porta fuori un figlio di 15 anni pensando che sia una scusa non ha capito nulla. Un bambino piccolo di un anno o due anni è necessario ogni tanto farlo uscire per fargli capire che c’è un mondo fuori. È scritto bene che è una necessità”. Infine, per il leader del M5S “tutti dobbiamo fare la nostra parte per chi è in difficoltà, altrimenti rischiamo che si salveranno in pochi. Io credo che l’aiuto deve essere spontaneo e molti lo stanno già facendo come Fedez e Ferragni con la raccolta fondi, o i calciatori. Questo non è il momento delle imposizioni, io credo che i parlamentari se lo possano auto imporre, sono quelli che fanno le leggi e dovrebbero autoimporselo”.
(ITALPRESS).

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