Barbieri e parrucchieri, si riparte tra dubbi e incertezze

Lunedì si riparte, anche in Sicilia. Riaprono i battenti e alzano le saracinesche le attività commerciali, dopo circa due mesi di chiusura a causa della diffusione del coronavirus. “Questi mesi sono stati dolorosi per tutti quanti, in particolare per la Sicilia dove non abbiamo gli anticorpi dal punto di vista del sistema che possa reggere”, ha dichiarato all’ITALPRESS la presidente di Confcommercio Palermo, Patrizia Di Dio. “È in atto un vera e propria tragedia economica e sociale”.

Numerose le attività pronte a tornare ad operare tra dubbi e incertezze, legate non solo alle misure da attuare ma anche alla risposta che arriverà dai consumatori: “Abbiamo il dovere morale di fare in modo che ciò che spendiamo ritorni nelle nostre tasche – ha sottolineato Di Dio -, ognuno con il proprio sforzo ed ognuno con i propri consumi faccia una scelta sui prodotti italiani, siciliani”. L’invito della numero uno di Confcommercio è quello di “guardare verso chi indirizziamo i nostri consumi.

Guardiamo molto più al Made in Italy, al design, alla bellezza dei prodotti italiani e siciliani”.
Tra i punti di difficoltà quelli legati al distanziamento sociale che costringerà numerose attività a ridurre le loro possibilità: “Il nostro appello è al buonsenso – ha aggiunto Di Dio -. In alcuni casi le istituzioni e la politica non hanno agito di buonsenso. Il buonsenso significa gradualità, proporzionalità di applicare delle misure che abbiano un senso e che invece non vadano arbitrariamente oltre quello che è corretto e preventivo. Mi sembra che ci sia stato un abuso, cioè di farci procedere uguali. Due settimane fa il 4 maggio era assolutamente corretto che noi partissimo qui al sud con l’economia, il commercio ed i servizi e tutto quello che è il terziario anziché fare partite l’industria e lasciarci inchiodati anche se non ci sono stati i contagi del nord”.

Diversi commercianti, laddove possibile hanno anche innovato il loro tipo di vendita, aprendosi al mondo dell’e-commerce: “Molte imprese hanno reagito non soltanto in senso tecnologico ma si sono innovate, abbiamo elaborato nuovi servizi per dare una serie di soluzioni non solo Covid ma che rappresentano un’evoluzione accompagnata rispetto a prima. Non dobbiamo più vendere prodotti ma dobbiamo vendere significati, è quello che deve accompagnare questa nuova era”.

Tra le riaperture anche quelle di barbieri e parrucchieri: “Siamo pronti, perché già da una settimana ci siamo già preparati a come dovevamo sistemare i locali in occasione delle riapertura”, ha spiegato all’ITALPRESS, Nunzio Reina, presidente dell’area Immagine e Benessere di Confesercenti Sicilia.

Per la riapertura, in alcuni casi è stato necessario anche un grande sforzo economico: “Una media che va dai 500 ai 2.000 euro”, ha sottolineato Reina. Con il rischio che questo investimento non abbia un ritorno: “Sicuramente c’è la paura, anche se ci sono molte prenotazioni per ricominciare a lavorare. Il problema è che il virus ancora è vivo, dobbiamo conviverci, quindi occorrerà fornire ai clienti tutta l’assistenza possibile sia all’interno del locale che su noi stessi”, ha concluso Reina.
(ITALPRESS).