Il Papa incontra gli sportivi di “We run togehter”

Papa Francesco ha incontrato una delegazione di sportivi che avrebbero dovuto partecipare al meeting “We run together”, organizzato da Athletica Vaticana e posticipato a causa della pandemia. Tra loro, una bambina disabile di 11 anni, sulla sedia a rotelle per una malattia neurodegenerativa, un’atleta con disabilità intellettiva-relazionale, vittima di bullismo a scuola, un migrante originario del Ghana, sbarcato in Sicilia dopo aver vissuto il dramma della prigionia in Libia. E ancora una donna detenuta nel carcere romano di Rebibbia, una ragazza con madre non italiana che gareggia per la nazionale italiana di atletica. Con le loro storie di vita sono anche un esempio di come, quando non si può correre con le gambe, si possono comunque superare con il cuore grandi ostacoli e raggiungere importanti traguardi. Gli sportivi che hanno incontrato il Pontefice, sono stati accompagnati dal cardinale Gianfranco Ravasi. L’evento posticipato, “We run together” – organizzato da Athletica Vaticana, in collaborazione con il Gruppo sportivo Fiamme Gialle della Guardia di Finanza, il “Cortile dei Gentili” e Fidal Lazio – ha come obiettivo quello di lanciare un messaggio di pace e di solidarietà, celebrando, attraverso lo sport, valori fondamentali come l’incontro, la condivisione, l’inclusione e il dialogo.
Campioni di fama internazionale, giovani sportivi, rifugiati, carcerati e atleti con disabilità si sono inoltre uniti per promuovere, attraverso il mondo digitale, iniziative di solidarietà per offrire un aiuto concreto a due ospedali particolarmente colpiti dall’emergenza sanitaria: l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo e la Fondazione Poliambulanza di Brescia. Nella consapevolezza che correre insieme significa sostenersi l’un l’altro, l’Athletica Vaticana, il “Cortile dei Gentili” e la Guardia di Finanza intendono anche organizzare un’asta di beneficenza, mettendo in palio alcuni oggetti di grandi atleti che, con grande generosità, hanno aderito al progetto. L’asta includerà anche delle vere e proprie esperienze (come degli allenamenti con i campioni e i preparatori atletici delle Fiamme Gialle), per contribuire a rendere lo sport realmente accessibile e inclusivo, offrendo a tutti gli appassionati un concreto momento sportivo di condivisione e incontro. Tutti i fondi raccolti grazie a questa “gara di solidarietà”, saranno destinati agli infermieri e agli operatori sanitari delle due strutture ospedaliere di Brescia e di Bergamo che, come veri “campioni”, si sono sempre dedicati con coraggio, dedizione e amore ai malati, in particolare durante questo periodo segnato dalla pandemia.
(ITALPRESS).