IL PROBLEMA E’ IMPEDIRE ALLE COMMISSIONI DI FARE DEL MALE

Il Coronavirus non è solo letale. Puoi cavartela ma nel tempo accusare altri fastidì. Ad esempio, vuoti di memoria. O sbalzi di personalità. C’è il “rinco” aggravato, c’è l’onesto pentito. Che diventa ladro. Personaggi così ce ne sono di naturali, altri indotti da informatori incompetenti. O da famigli disonesti. Molti fanno parte di commissioni. Il problema, di ‘sti tempì, è non solo contenere la inutilità delle commissioni ma impedirgli di fare del male. Anche se si chiamano Task Force, risultate baracconi dove accogliere vagonate di in-esperti (anche donne, in-esperienza in quota rosa). Dopo averci pensato a lungo, convinto soprattutto della gratuità dei miei interventi di soccorso (come i suoi?) mi sono autonominato “il Colao dei poveri”. Penseranno che sono impazzito, dirò che mi hanno sollecitato i miei 25 lettori. Visto che va di moda, dirò che questa è democrazia.
Ad esempio: ieri in Sicilia, dove vivo, hanno arrestato commissari addetti al Covid-19 che hanno contribuito alla sparizione di seicento euromilioni. Fra le loro decisioni, la chiusura del Punto Nascita di Pantelleria, dove vivo, perchè “è uno spreco di denaro pubblico”. Niente neonati isolani. Ora capisco: gli affari, loro, li fanno più facilmente con con i morti.
Ma non è questo che mi deprime. Se permettete, c’è di peggio. Ho letto che l’abbattimento dello stadio di San Siro – detto anche “Meazza” – ha fatto un passo avanti. La commissione regionale ha risposto così al quesito posto dal sindaco di Milano Sala: “Il Meazza non presenta interesse culturale, può essere abbattuto”. Motivazione: “Trattasi allo stato attuale – si legge nel documento firmato dal presidente della commissione, Francesca Furst – di manufatto architettonico in cui le persistenze dello stadio originario del 1925-’26 e dell’ampliamento del 1937-’39 risultano del tutto residuali rispetto ai successivi interventi di adeguamento e ampliamento, realizzati nella seconda metà del Novecento”. La colpevole di tanto obbrobrio non è Francesca – direbbe Lucio – ma sicuramente qualche intellettuale trasversale attento ai desideri di MilanInter che buttano tanti soldi e un pò vorrebbero recuperarne. Come dice Pallotta, quello della Roma, “sono arrivato all’ultimo stadio, o si fa o scappo”. Scappa.
Tuttavia, se è vero che nulla posso eccepire rispetto alla demolizione dello stadio nel quale ho trascorso parte della mia vita felice, perchè i milanesi sono d’accordo, non tollero che qualche incompetente dichiari che il Meazza non presenta alcun interesse culturale. Se poco fa mi sono scherzosamente definito “il Colao dei poveri ” qui mi presento lecitamente come “il Brera dei poveri”: non per avvicinarmi alla bravura del Maestro – mio direttore, mio collega, mio amico – ma per rappresentare in minimis la sua ira contro i pirla che hanno osato sconsacrare il tempio della sua gioventù che ha visto nascere bambino, che ha frequentato da “Gibigianna” ( primo pseudonimo), poi da Brera Giovanni direttore, infine come Gioannbrerafucarlo per la gioia di milioni di lettori e – nei decenni – di milioni di milanesi, bauscia interisti e casciavit milanisti. C’era la sua poltroncina, a San Siro, e accanto a lui mi sono spesso seduto per sentirmi dare del pirla quando mi sfuggiva il tiracorner. Ma non era solo lui, San Siro: in realtà, un’Accademia di Poeti, Scrittori, Santi, Navigatori, Trasmigratori. Insomma, l’Olimpico Quadrato di Milano. Da scriverci un libro. C’è qualcuno che si ribella alla tracotanza degli incompetenti ?