I TURISTI TEDESCHI STANNO ARRIVANDO

“Caro Cucci, ho letto le tue nostalgie romagnole (guerra a parte) e vedo che girano intorno ai tedeschi che hai cominciato a vedere sulla spiaggia di Rimini fin dal 1946, dopo che le hanno prese dagli alleati e sono subito tornati come se l’Adriatico fosse il loro mare. Di loro si parla tutti i giorni, sui giornali e in tivù, per far sapere che mentre noi siamo alla frutta loro navigano nell’oro, che se ne andranno in Grecia e in Croazia perchè non si fidano del nostro risanamento, e ne parlano anche con cattiveria ma al tempo stesso con la speranza di rivederli per il bene del nostro turismo. Sarà tutto vero ma voglio darti una informazione di prima mano: nel mio albergo vicino a Rimini è arrivata la prima famiglia da Stoccarda, proprio come l’anno scorso, coi bambini e le biciclette. Allegri e senza paura. Fallo sapere”.
Non è una balla, ci sono davvero i tedeschi. Questa lettera mi fa venire un’idea: invece di leggere tutti i giorni gli elenchi dei ricoverati, dei contagiati, dei sopravvissuti e dei morti gli incaricati governativi dovrebbero leggere l’elenco degli arrivi degli stranieri, dei tedeschi in particolare. Perchè fanno parte dell’economia famigliare e nazionale. Non solo in Romagna, meta prediletta, la loro presenza a Capri, sulla Costa Amalfitana, in Sicilia ha lasciato tracce storiche. Ad esempio, dove vivo io, a Pantelleria, sono arrivati archeologi famosi e loro allievi dall’Università di Tubinga; il loro capo, Thomas Shàfer, s’è anche comprato un dammuso e l’estate la passa qui. Le scoperte dell’Acropoli e le teste di marmo della famiglia di Cesare son cosa loro. Insomma, se ad Angela Merkel e ai suoi collaboratori stretti non piace l’idea di farci arrivare i soldoni europei, i cittadini di Germania i soldi li portano direttamente. Certo era meglio quando portavano i marchi, ma i primi contribuenti estivi sono sempre loro, perchè da Marina di Ravenna a Cattolica ogni cittadina romagnola è casa loro, ogni spiaggia, ogni ombrellone, ogni sdraio un rifugio, ogni collina una gita in auto o in bicicletta perchè si deve a loro – e al fiuto degli albergatori romagnoli – se sono nati i Bike Hotel dove puoi ricoverare la tua o trovare una bici disponibile insieme a un meccanico che ti tratta come se tu avessi una Ferrari. Certo non racconto nulla di nuovo, ma di nuovo c’è che stanno tornando. E io li sbatterei in prima pagina. Non hanno paura – dicevo – ma soprattutto esibiscono quella loro abitudine che a volte ci irrita: sanno tenere le distanze. Ai controlli che ho fatto ho trovato albergatori ottimisti, se non allegri, perchè noi…calvinisti di Romagna stiamo bene se c’è lavoro. Con voce meno squillante mi è stato anche detto:”Oggi sono arrivati due milanesi, sembrano due innamorati, si vede che se la sono vista brutta, ma stanno bene”. E per la prima volta ho sentito tanta solidale simpatia in persone di solito gentili ma troppo indaffarate per darsi a sentimentalismi. Poi mi hanno dato un suggerimento scherzoso ma non troppo: “Visto che la NBA riprenderà il campionato di basket il 31 luglio a Disney World, a Orlando in Florida, dove le 22 squadre saranno ospiti del Disney Resort, se qualcuno ha bisogno può venire a Mirabilandia, Ravenna, Romagna, Italia”. Per me, la vera fine del lockdown è questa. E che Dio ce la mandi buona.