Assimpredil Ance “Rinnovo Split Payment è colpo di grazia”

“L’emergenza della pandemia ha messo in ginocchio il Paese ed in particolar modo il nostro territorio. Oggi ci dicono di una richiesta del Governo all’Unione Europea di proroga per altri 3 anni dello Split Payment, che avrebbe dovuto naturalmente decadere a fine mese. Questo strumento è una misura vergognosa, che per il nostro territorio vale oltre 300 mln di euro, con la quale lo Stato ha obbligato le imprese a fare da Banca al posto della Pubblica Amministrazione.
Deve essere chiaro che oggi le imprese sono al limite del collasso ed ogni provvedimento volto a limitare, drenare o sottrarre la liquidità alle aziende è il colpo di grazia mortale alla loro capacità di sopravvivenza!! Altro che Stati Generali dell’economia!”
Lo ha detto Marco Dettori, presidente di Assimpredil Ance, l’associazione che rappresenta la filiera edile di Milano, Lodi, Monza e Brianza.
Lo Split payment è un particolare meccanismo contabile che permette allo Stato di non versare più l’Iva ai propri fornitori (tra cui gli appaltatori), che invece l’hanno già dovuta pagare per acquistare beni e servizi, rendendo impossibile compensare questa imposta. Si determina così una situazione di credito nei confronti dell’Erario per importi considerevoli che vengono rimborsati alle imprese in tempi lunghissimi, visto che l’Italia è fanalino di coda dell’Ue per il rimborso Iva (63 settimane contro la media europea di 16).

”La fatturazione elettronica, che consente di controllare in modo capillare i versamenti – ha continuato il Presidente di Assimpredil Ance – ha tolto la motivazione originaria che aveva spinto 5 anni fa l’adozione di questo provvedimento, che peraltro a detta di Bruxelles doveva e poteva avere solo carattere temporaneo”.
“Da anni reclamiamo la fine di questa misura iniqua – ha concluso Marco Dettori – che toglie liquidità alle imprese con la scusa di voler combattere l’evasione fiscale: chiedere una proroga dello Split payment ora che le imprese, già in situazioni di grandissima difficoltà, stanno cercando di ripartire, vuol dire bloccare definitivamente tutti cantieri, altro che riaprirli in 5 settimane. Speriamo che a Bruxelles siano più avveduti che a Roma”.
(ITALPRESS).