Malagò “Contrario alla ripresa della serie A? Fantasie”

“C’è un’attesa spasmodica da parte dei tifosi perché c’è stato un periodo di astinenza da record nella storia del Paese. Penso si sia fatto il meglio, tenendo presente la complessità della situazione: è tutto ancora in fase di evoluzione e dal lato delle normative mi sembra ci sia un bel lavoro di squadra”. Il presidente del Coni Giovanni Malagò saluta così il ritorno della Serie A di calcio, che domani riparte con i recuperi della 25^ giornata dopo oltre tre mesi di interruzione per la pandemia. Nell’intervista concessa a RTL 102.5 il numero uno dello sport italiano ha ribadito nuovamente la linea tenuta in questi mesi sul tema della ripartenza del calcio. “Io contrario? È una ricostruzione completamente fantasiosa fatta da qualche giornalista – ha osservato Malagò – Ho sempre detto che il calcio aveva non solo il diritto, ma anche il dovere di ripartire, e che al contempo non doveva avere dei canali diversi rispetto agli altri sport. Mi sembra che i fatti mi abbiano dato ragione. Alla fine il calcio ha accettato le regole di tutti. Il mio pensiero è sempre stato lo stesso del Governo”.
Festeggiata la ripartenza con la Coppa Italia vinta dal Napoli, ora il dibattito si è spostato sull’opportunità di riaprire gli stadi ai tifosi già in estate. “Non lo so e non lo sa nessuno se sarà possibile – ha dichiarato Malagò – Sono valutazioni che devono essere fatte anche in base alla curva epidemiologica. Peraltro non si può fare un discorso uguale per tutti gli sport. Bisogna valutare la capienza dello spazio e la distanza tra le persone per capire quanta gente poter far entrare. E ancora la difficoltà di gestione di un evento perché da una parte ci sono oneri come la sanificazione e i controlli, mentre dall’altra non c’è il beneficio di poter riempire gli stadi e avere ricavi pieni”. Infine il presidente del Comitato olimpico nazionale si è soffermato sulla legge di riforma dello sport che il ministro Vincenzo Spadafora ha promesso entro il mese di agosto. “Un Coni depotenziato? È vero se consideriamo le cose che tratta il Comitato olimpico nazionale – ha rimarcato Malagò – Ma sotto il profilo della chiarezza, della determinazione e dell’indipendenza, elementi che nessun Paese al mondo può negare, da un anno e mezzo il Coni è sospeso in una situazione che deve essere chiarita dalla legge delega”.
(ITALPRESS).