CAPELLO “RONALDO GIOCHI DOVE PUO’ DARE IL 100%”

Si rigioca, finalmente, ma per il primo valido discorso tecnico ricomincio da…ieri, dalla finale di Coppa Italia e relativo strascico di trionfalismo e depressione che vanno oltre il successo del Napoli sulla Juve. Sembra incredibile (per l’Europa è incredibile) che in Italia si discuta di Ronaldo come fosse un pischello perchè un Sarri allo sbaraglio lo ha “scoperto” centravanti. Chiedo a Fabio Capello un commento sintetico: “Un calciatore come Ronaldo deve giocare dove può dare il cento per cento secondo quello che hanno già detto la sua storia, i suoi gol, le sue vittorie, la sua età”. Amen.
Se non ci fosse di mezzo l’emergenza Juve, la ripresa del campionato potrebbe sembrare in linea con le storie di prima del coronavirus. Torino-Parma ribadisce le difficoltà soprattutto psicologiche dei granata che coinvolgono anche Belotti (un rigore sbagliato), quasi a dar ragione a Cairo, il presidente impaurito che voleva fortissimamente – insieme a Cellino – l’annullamento del campionato per evitare il rischio retrocessione.
E Verona-Cagliari che conferma non solo le difficoltà di Zenga con un gruppo depresso dopo l’addio di Maran ma soprattutto la grande stagione di Juric, ormai definito il miglior allievo di Gasperini per la vivacità del gioco offensivo tuttavia equilibrato da una difesa mobile fra Formula Tre e Quattro. E di Gasperini riparleremo con calma…Non nascondo – ma era più che prevedibile per gli osservatori sereni, meno per i catastrofisti – che questa tormentata ripresa ha ancora conti in sospeso con la pandemia. L’esplosiva finale di Coppa Italia ha recuperato l’atmosfera del Grande Gioco ma non la sostanza fisica – la lunga sosta ai box si sente eccome – mentre l’impresa di Gattuso ha fatto rumore quanto la dèbàcle “napoletana” di Sarri per ragioni soprattutto tecniche. Un conto è partire dal Cuore Azzurro, giustamente celebrato, un conto prender nota delle giuste scelte del “giovane” Gattuso (formazione, difesa super organizzata secondo natura italica, sostituzioni perfette in stile Lippi, rigori senza complessi) davanti agli errori del “vecchio” Sarri che ha giustamente fatto ricordare ai critici la sua lunga milizia sui campi minori – arricchita dei relativi successi – che tuttavia non gli ha fornito, anche dopo Empoli, Napoli e Chelsea, un’esperienza totale.
Come dicevo, chi crede di poter ancora insegnare qualcosa al trentacinquenne Cristiano Ronaldo, 1003 partite in carriera, 727 gol, probabilmente ha tratto un’idea folle dall’emergenza chiedendogli di giocare da centravanti perchè l’unico di ruolo, Higuain, non è ancora pronto…L’invenzione che ha dato lustro alla carriera dell’anonimo Sarri ha sempre a che fare con il ruolo di centravanti, ma ha un altro nome, Mertens diventato “Ciro il Grande” a suon di gol fino a superare Maradona. Ma questa, come si dice, è un’altra storia.