Infrastrutture, Toti “Serve un modello Genova per tutta la Liguria”

ROMA (ITALPRESS) – “Cinque anni di cantieri! Non si capisce se sia una promessa o una minaccia quella del Governo alla Liguria. Le nostre autostrade hanno bisogno di cure, certo. Devono essere tutte messe in sicurezza, certissimo.
Ma per farlo serve un piano serio, organizzato che faccia tornare a vivere la nostra regione, invece di ucciderla definitivamente, soffocata negli ingorghi di questi giorni proprio mentre negozianti, ristoratori, baristi, albergatori, balneari, spedizionieri, armatori, terminalisti, autotrasportatori stanno lottando dopo la lunga chiusura per ripartire”. Lo scrive il Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti sulla sua pagina Facebook.
“E mentre si controllano le autostrade, e magari già che ci sono – aggiunge – anche le strade statali che non stanno tanto bene neppure loro, bisogna far partire le opere che serviranno ai nostri figli e nipoti per non vivere questa situazione in futuro: Gronda, ferrovia a ponente, nodo ferroviario di Genova, nuova diga del porto, raddoppio della linea pontremolese. Per ora niente di tutto questo: abbiamo chiesto mille e una volta al Governo un piano serio, concordato con gli enti locali per le priorità, ma nulla. Anzi, qualcuno a Roma storce il naso di fronte al “Modello Genova” perchè, forse, dimostrare che le cose si possono fare rende ancora più inadeguati coloro che non le fanno e coloro che non sono stati capaci di farle nel passato”.
“Al contrario – aggiunge – qui i partiti di Governo scrivono addirittura ai Ministeri perchè non vengano dati i soldi a Genova per il trasporto pubblico locale, come ha fatto il Pd. Oppure si oppongono alla Gronda, come fanno i Cinque Stelle, forse per vendicarsi di non essere mai stati scelti dai liguri per governare.
Qui serve un “Modello Genova” per tutta la Liguria, per realizzare in fretta e bene le opere di cui abbiamo bisogno. Forse qualcuno pensa di piegare la Liguria perchè non vota più per lui. O forse più probabilmente teme un luogo dove le cose si fanno, mentre a Roma si parla di tutto per non fare nulla”.
(ITALPRESS).