Fico “Il Parlamento è la prima task force”

“Una task force sul recovery fund? E’ compatibile con il Parlamento che fa il suo con un atto di indirizzo e con un voto può esercitare una funzione di controllo. Il Parlamento è la prima task force degli italiani”. Lo ha detto il presidente della Camera Roberto Fico nel corso della cerimonia del Ventaglio.

Quindici i decreti convertiti in legge dal Parlamento nel periodo di emergenza Covid, 117 gli emendamenti approvati al “Cura Italia”, 141 al decreto Liquidità, 231 al “Rilancio”. Numeri che il presidente dalla Camera, ha fornito nel corso della tradizionale cerimonia per salutare la stampa parlamentare in vista della pausa estiva e sottolineare il grande lavoro del Parlamento nella fase critica del lockdown. “Questi mesi sono stati difficili, anche per il lavoro qui all’interno della Camera dei Deputati, ma è stato fatto un lavoro eccezionale, siamo riusciti a mantenere la continuità legislativa. Il rischio più grande era che la Camera perdesse la funzione legislativa – ha detto Fico -. Tenere aperta la Camera ha fatto sì che le persone potessero guardare alle istituzioni come un faro in mezzo al mare, avere le istituzioni forti significa dare una direzione ai cittadini. Ci siamo sentiti tutti comunità. Ha funzionato l’idea di paese, di Stato”.

Sull’alto numero di decreti licenziati dalle Camere il presidente della Camera ha chiarito: “In questo periodo era giusto fare i decreti, in uno stato di emergenza, in questo momento difficile in Parlamento sono stati convertiti 15 decreti. Il parlamento ha un ruolo di trasformatore – ha aggiunto – ma molti decreti partivano dal Senato e arrivavano tardi alla Camera e viceversa, i decreti così grossi hanno bisogno di un lungo periodo di analisi, non si è riusciti a fare la doppia lettura e questo è stato uno dei problemi. Però il Parlamento ha avuto un ruolo centrale e di trasformazione”. Una fase eccezionale che ha posto anche il tema della necessità di un voto da remoto per i parlamentari: “Non ho una preclusione sul voto online, ma abbiamo i nostri regolamenti, in un momento così delicato di emergenza, in poco tempo aprire un dibattito su questo, mi sembrava parlare di una cosa che non si poteva fare in quel momento di guerra”.

Fico ha annunciato che da settembre “inizierà un percorso per capire se il voto da remoto si possa fare”. Prima di salutare i giornalisti, la terza carica dello Stato, ha assicurato che, a differenza dell’agosto 2019, non ci dovrebbero essere sorprese per la politica: “Ci possono sempre essere ma con l’arrivo di ingenti finanziamenti credo che questo Parlamento voglia fare il meglio possibile, non credo ci saranno sorprese”.
(ITALPRESS).