Illumia, un nuovo inizio dopo l’emergenza Covid

Non una ripresa, ma un vero e proprio inizio. Così Marco Bernardi, presidente di Illumia, il primo family business italiano nel mercato retail di energia e gas, vede i prossimi mesi. L’emergenza sanitaria ha segnato una svolta anche per l’azienda bolognese che cresce e guarda con ottimismo al futuro. Bernardi ne parla in un’intervista all’Italpress.

Qual è stata l’attività di Illumia alla luce della pandemia, quali sono se ve ne sono state le ripercussioni sui bilanci e come preparate la ripresa?

“Abbiamo orientato ogni azione e decisione a gestire e monitorare i 2 aspetti più stressati durante questa emergenza nel settore elettrico: liquidità e consumi. La prima dovuta ad un aumento di insoluti derivante anche dall’interruzione temporanea dei distacchi prevista dall’Autorità per l’energia e la seconda causata dal lockdown di gran parte del segmento di clientela Corporate. Su entrambi i fronti la velocità e proattività con cui ci siamo mossi ha permesso di mettere in sicurezza l’azienda così da non aver ripercussioni rilevanti nei primi 6 mesi. Il nostro payoff aziendale è da sempre ‘Start Everyday’, siamo abituati a ripartire ogni giorno, non è quindi un problema di ‘ripresa o ripartenza’, ma un vero e proprio ‘nuovo inizio’, è qualcosa di più drastico. Il Covid ha segnato un punto di non ritorno nel modo di concepire e organizzare il lavoro: sta a noi aziende avere il coraggio di affrontare questa discontinuità, di metterci in discussione, così da trattenere ciò che c’è di buono, come ad esempio l’elasticità nell’adattarsi a nuove situazioni, e rigettare ciò che invece non è coerente alla propria vision, nel nostro caso il rischio di smaterializzazione delle relazioni umane e lavorative”.

Nel 2019 il Gruppo Tremagi, la holding che controlla le attività di Illumia, ha chiuso con un fatturato pari a circa 1 miliardo di euro (917,31 milioni di euro), in rialzo rispetto ai 902,67 milioni del 2018 e ha registrato anche un notevole aumento dei volumi venduti di gas, con un incremento del 23%. Quali sono le previsioni per il 2020?

“Il 2019 è stato un anno molto positivo, tutti i parametri sono migliorati grazie ad iniziative puntuali e ben pianificate in tutti i reparti aziendali: abbiamo raccolto i frutti della crescita professionale del nostro Management. Per quanto riguarda il 2020, ci piacerebbe chiudere in linea con le aspettative, abbiamo un po’ di lavoro da recuperare a causa del COVID, ma è una sfida affrontabile. Il primo insegnamento che abbiamo colto da questa esperienza è che ‘nulla è impossibile’: durante la pandemia nuovi progetti fermi da mesi, frenati da burocrazie interne o resistenze al cambiamento, si sono sbloccati e realizzati in pochi giorni. È tutta una questione di motivazione, letteralmente ‘avere un motivo’ che ti faccia muovere e osare. Questo è il compito più difficile e importante per chi guida un’azienda: indicare, descrivere, mostrare un ‘motivo’ che metta i propri collaboratori nella condizione di esprimere tutto il loro talento. Diversamente, come dice una canzone di Lucio Battisti: ‘Troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante”.

Il vostro spin-off Wekiwi ha fatto registrare un incremento del 137% del numero di clienti web rispetto all’anno precedente. Chi è il cliente tipo che si affida al web? Perché si sceglie un operatore digitale? Continuerete ad investire nel mercato francese?

“Wekiwi, oltre ad essere ormai una realtà affermata sul mercato, è un formidabile incubatore di idee, uno smart team staccato da Illumia, formato da 15 ragazzi che non sentono né l’influenza né la soggezione della ‘sorella più grande’. Per cui, quando c’è qualcosa da sperimentare velocemente, Wekiwi è il posto giusto. Questo significa prodotti e servizi diversi, modalità di pagamento alternativi, operazioni di network marketing all’avanguardia ecc. Questo posizionamento è poi quello che viene apprezzato dai clienti che si rivolgono al mondo del web, segmento sempre più in aumento che tra qualche anno rappresenterà la maggioranza dei consumatori. L’esperimento francese ha confermato questo trend in crescita con risultati molto incoraggianti, quindi non solo continueremo ad investire in Francia, ma stiamo già guardando ad un altro paese europeo”.

Come avete gestito l’emergenza Covid in azienda? Quali azioni avete messo in campo e cosa state facendo per la ripresa?

“Devo dire che tanto improvviso è stato l’arrivo del Covid quanto veloce la reazione dell’azienda. A tutti è stato subito chiaro che l’emergenza chiedeva di tirar fuori il meglio di sé, con l’obiettivo evidente di dover mantenere a regime l’attività lavorativa. Abbiamo anticipato le direttive governative e in due giorni mandato tutti i collaboratori in Smart Working, mantenendo un presidio minimo in ufficio. Ci siamo resi conto in fretta che il lavoro da casa premiava certe Business Unit, ma affaticava quelle per cui era meno ovvio il passaggio ad un tipo di lavoro legato strettamente agli obiettivi. Abbiamo quindi intrapreso un’imponente iniziativa di e-training grazie al nostro coach aziendale. Per evitare una perdita di visione d’insieme, ci siamo inventati il Monday Update: un webinar settimanale con tutti i collaboratori in cui viene fatto il punto sull’andamento dell’azienda e sulle iniziative adottate. In questo format abbiamo anche avuto alcuni ospiti d’eccezione da cui ci siamo lasciati ispirare: come il mister del Bologna Sinisa Mihajlovic e il gruppo musicale Stadio, che ci hanno raccontato la loro esperienza partendo da punti di vista diversi dal nostro. È stato così gradualmente evidente che il valore delle relazioni umane è per noi strategico e assolutamente funzionale al business. Abbiamo quindi agito di conseguenza e nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza: a Giugno è stata data a tutti i collaboratori la possibilità su base volontaria di rientrare in azienda e a Luglio abbiamo ricominciato a lavorare insieme in base ad una turnazione di 3 giorni a casa e 2 in ufficio. A Settembre valuteremo la situazione generale e ci atterremo alle direttive, ma ci piacerebbe rientrare a pieno regime istituendo per tutti, e per sempre, almeno 1 giorno di lavoro da casa”.

Nei mesi scorsi Illumia ha firmato una partnership con Helbiz per una piccola flotta di monopattini elettrici a disposizione dei dipendenti. Questo è un segnale per la ripartenza anche dei vostri collaboratori, ma conferma anche la vostra vocazione alla mobilità sostenibile. Ci sono altri progetti in cantiere?

“È un piccolissimo inizio, ma segna una direzione precisa. In un mercato in cui il prodotto è una commodity, ogni opportunità laterale che va nella direzione di fornire valore aggiunto al cliente va colta in modo deciso. Siamo abituati a testare ‘in prima persona’ i servizi che offriamo, per questo iniziamo da un progetto pilota interno ma la volontà è quella creare una linea di business dedicata alla mobilità elettrica, in particolare quella ‘leggera’ (come le biciclette, i monopattini e gli scooter). Stiamo già studiando le città target e parlando con alcuni potenziali partner”.

A febbraio Illumia ha ricevuto il Premio Industria Felix Emilia-Romagna quale ‘migliore impresa del settore Utility della regione Emilia-Romagna per performance gestionale e affidabilità finanziaria’. Si tratta di un riconoscimento importante. Premia anche il vostro tentativo di crescere in un mercato non facile?

“A questo riconoscimento si aggiunge la conferma del Rating Cerved B1.1, ricevuto qualche settimana fa e che ci qualifica ‘Investment Grade’ anche per il 2019 in un settore difficile come quello elettrico e, soprattutto, in un momento delicato come quello attuale. La crescita per noi è più di un tentativo, deve essere una regola. In un mercato altamente concentrato in cui i primi 3 operatori arrivano all’80% di share, sei obbligato ad aumentare di dimensione per non scomparire. Abbiamo un piano industriale solido che prevede un buon mix tra crescita organica e operazioni straordinarie. In questo momento abbiamo un paio di dossier che stiamo studiando e annunceremo di sicuro una nuova iniziativa entro la fine dell’anno”.

(ITALPRESS).