Recovery Fund, Schifani “In guerra serve unità, Governo ci ascolti”

“Quando il Paese è chiamato a contrastare un’emergenza sanitaria o sociale, le forze politiche hanno il dovere di essere unite. Il contrasto alla pandemia che stiamo vivendo è una guerra: la maggioranza ha il dovere di scrivere insieme all’opposizione le modalità di utilizzo di quei fondi europei che serviranno a costruire la buona Italia per i nostri figli”. Lo afferma il senatore di Forza Italia Renato Schifani.
“Quando in passato fummo chiamati a contrastare la criminalità mafiosa, io stesso, da capogruppo di maggioranza nel 2002 e da presidente del Senato nel 2008, chiesi ed ottenni che le opposizioni dell’epoca condividessero e votassero insieme alla maggioranza le mie proposte per stabilizzare il carcere duro e per inasprire fortemente le norme sui sequestri antimafia. Questo proprio perché quando si combatte una guerra, si deve essere uniti”, aggiunge.
“Abbiamo scarsissima fiducia nelle capacità di questo governo di gestire i fondi del Recovery Fund e lo diciamo sulla base di quanto fatto finora. Il governo ha avuto a disposizione 100 miliardi ma li ha sciupati in mille rivoli per fare, ad esempio, discutibili assunzioni al ministero dei Beni culturali o per istituire una pletorica Autorità per la laguna di Venezia che certamente non presentavano il carattere di necessità e urgenza”, ha affermato Schifani in dichiarazione di voto sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte in vista del Consiglio europeo.
“In questi mesi abbiamo subito una decretazione selvaggia che ha mortificato il Parlamento al solo fine di imporre debiti cattivi che non portano ad un aumento della produttività e della crescita, così come ha detto Mario Draghi. Adesso temiamo che anche la straordinaria occasione dei fondi europei sia sciupata irrimediabilmente perché si vuol intervenire con misure spot e non con riforme strutturali su temi importantissimi come fisco, giustizia, lavoro”, ha aggiunto.
Per Schifani “serve subito, ad esempio, l’erogazione di un’indennità per contenere i danni derivanti dalle limitazioni delle attività lavorative dei cittadini, previste dall’ultimo dpcm. Questo ci saremmo aspettati di ascoltare dal governo. E invece manca un progetto, manca una visione del Paese, ma si continua ad andare avanti violando la Costituzione, violando le libertà personali, violando la libertà di impresa in un vaniloquio che silenzia le opposizioni e non serve al Paese. Perché solo insieme, solo se la politica collabora, potremmo consegnare una ‘buona’ Italia ai nostri figli e ai nostri nipoti”.
(ITALPRESS).