Stadio Flaminio Roma, presentato piano conservazione

ROMA (ITALPRESS) – Per la ristrutturazione dello Stadio Flaminio serviranno non meno di 15-20 milioni di euro, con tempi ancora incerti, vista l’assenza di un progetto di riqualificazione, una destinazione d’uso principalmente sportivo, in attesa che si palesi un qualche investitore interessato allo stadio. Questo è quanto uscito dalla presentazione del progetto di conservazione dello stadio Flaminio, una sorta di linea guida per chi si vorrà cimentare sulla ristrutturazione dello stadio progettato dall’ingegner Pier Luigi Nervi. Il Piano di Conservazione dello Stadio Flaminio presentato questa mattina dal sindaco di Roma, Virginia Raggi, e dall’assessore allo Sport, Daniele Frongia, è stato condotto dalla Sapienza Università di Roma, con i dipartimenti di Ingegneria Strutturale e Geotecnica, di Architettura e Progetto e di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura, da DO.CO.MO.MO. Italia e dalla Pier Luigi Nervi Project Association, grazie ad un contributo erogato dalla Getty Foundation e pone le basi per il processo di riqualificazione della struttura, che potrà ritornare a far parte della vita della Capitale senza rischiare di perdere la propria identità.
“Il Piano di Conservazione – ha detto la Raggi – era un passaggio fondamentale e propedeutico alla riqualificazione dell’impianto sportivo. Come Amministrazione abbiamo agito in questi anni per porre le basi affinchè non solo lo Stadio, ma tutta la zona dell’area Flaminio – Villaggio Olimpico possa vedere una rigenerazione urbana in termini di offerta di servizi sportivi, culturali, ricreativi, per favorirne il rilancio e la piena fruibilità da parte della cittadinanza. Il professor Romeo ha dato conto di un lavoro di anni estremamente rigoroso e preciso. Ci ha fatto entrare all’interno di un lavoro che ha raccontato questa opera, l’ha studiata e ha provato a fare dei ragionamenti su come questa opera possa essere rifunzionalizzata
ma non perdendo la sua identità”. “Con grande determinazione – ha aggiunto – abbiamo voluto lasciare fuori tutte le voci di chi ci diceva che sarebbe stato impossibile e invece siamo riusciti ad avere questo piano di conservazione che era un sogno. Si è lavorato con strumenti moderni ed è stato dimostrato che la rigenerazione urbana può essere conservativa. E’ stata una sfida contro tutti e l’abbiamo vinta”.
“Un progetto importante per la storia passata e il futuro del Flaminio in un’ottica di riqualificazione – ha detto Frongia -. Ha una gloriosa storia, che ha a che fare con architettura, sport, musica. Nel 2011 è stato chiuso, con un contenzioso in essere, ed è in una situazione di degrado grave. In pochi anni il degrado è aumentato cosa che rende ancora più difficile il recupero. In questi anni ci siamo attivati su diversi fronti, con un piano di riqualificazione, di bonifica e messa in sicurezza, c’è una attività di vigilanza indispensabile”.
“Abbiamo valutato diverse idee – ha spiegato Frongia – pervenute sia da soggetti pubblici che privati, sia da sportivi che non sportivi. Alcune le abbiamo scartate subito, come la demolizione per la costruzione di un parcheggio e di un centro commerciale. Un piano di conservazione è un atto concreto per dare un futuro allo stadio Flaminio, è uno strumento flessibile volto al futuro lavoro”.
(ITALPRESS)