Mondo dello spettacolo in piazza a Milano, Sala “Mi batterò per voi”

MILANO (ITALPRESS) – Sono oltre 400 i lavoratori dello spettacolo che hanno protestato questa mattina davanti a piazza della Scala a Milano, simbolo dell’opera italiana nel mondo. La folla ha raggiunto le porte di Palazzo Marino, da dove il sindaco di Milano Giuseppe Sala è uscito raggiungere i manifestanti, esprimendo loro solidarietà e il suo impegno. Sono attori, musicisti, operatori di strutture teatrali, di fondazioni liriche e sale cinematografiche, ma anche titolari di scuole di danza, lavoratori di Luna Park e persino attrici di burlesque. Tanti indossano abiti di scena o da ballo, mentre tutti mostrano cartelli che descrivono la crisi del settore, aggravata dalla pandemia, e le richieste alle istituzioni, prima fra tutti, la possibilità di riaprire le porte al pubblico che, garantiscono, possono fare in sicurezza.
Il cartello più diffuso è il titolo della protesta, ‘L’Assenza spettacolarè , organizzata da Slc Cgil Fistel Cisl e Uilcom Uil molte città d’Italia, per portare all’attenzione questi lavoratori oggi fermi per il Dpcm anti Covid. A Milano campeggiano in piazza cartelli recanti scritte come “Le sale teatrali e le strutture che si sono adeguate alle norme sanitarie non vanno punite, ma sostenute”, “I Luna Park chiedono un aiuto economico fino alla riapertura”, “Chiediamo la revisione del provvedimento sulla chiusura di teatri e cinema”, “Abbiamo diritto al rispetto del nostro contratto”, “Senza la natura non vive l’Homo, senza la cultura non vive il Sapiens”. Tra le scritte spicca anche l’inizio dell’articolo 9 – Costituzione : “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura”.
“Di fronte a questo semi lockdown, mi sono permesso di fare una difesa del mondo dello spettacolo – ha detto Sala di fronte a piazza della Scala gremita -. Io voglio sentirmi responsabile della vostra situazione e quindi ritornare a chiedere al Governo un intervento più deciso, perchè il punto è fare in modo che il lavoro sia conservato, quando riapriremo, trovando delle formule parziali, tutto non si può fare, ma non va bene andare da cento a zero, ed è quello che oggi si sta facendo”.
“Io non voglio – continua il sindaco – passare per essere il paladino del ‘non si chiudè, sapete quanto mi stanno ributtando addosso lo slogan ‘Milano non si fermà, ma il principio è che chiudere si può, se necessario, ma prima di chiudere bisogna dire come aiutare chi chiude. Io mi batterò su questo”.
(ITALPRESS).