Bankitalia, produttività in calo in Lombardia e regna incertezza

MILANO (ITALPRESS) – “L’unica cosa certa è l’incertezza”. Con queste parole, il direttore della sede milanese della Banca d’Italia, Giuseppe Sopranzetti, nel corso della presentazione dell’aggiornamento congiunturale del Rapporto “L’economia della Lombardia”, ha sintetizzato l’andamento dell’economia lombarda in questo ultimo trimestre dell’anno. La ricerca ha messo in evidenza come questo vero e proprio “anno horribilis” per l’economia lombarda, presenti in realtà tre distinti momenti: un primo semestre in cui gli effetti della pandemia hanno provocato una violenta crisi, con un brusco rallentamento di tutte le variabili economiche; un terzo trimestre caratterizzato da una forte ripresa, in cui la Lombardia ha messo a frutto tutto il suo potenziale, recuperando parte del terreno perso è un terzo trimestre caratterizzato appunto dall’incertezza, legata soprattutto al ritorno del virus e all’attesa della diffusione dei vaccini.
Nei primi sei mesi dell’anno si è assistito ad un calo della produttività regionale del 12%: male il settore calzaturiero, il tessile e la produzione dei mezzi di trasporto, molto meglio il settore chimico, quello farmaceutico e l’agroalimentare). Anche la domanda è diminuita del 10%, così come il fatturato dell’80% delle aziende e gli investimenti. Nei servizi, molto male il settore degli alloggi, delle fiere, della ristorazione e soprattutto del turismo, con un calo delle visite in Lombardia fino al mese di maggio dell’81%, addirittura del 90% per Milano città. Diminuisce anche l’occupazione, anche se in modo molto affievolito grazie al blocco dei licenziamenti deciso dal governo. Importante la reazione dell’economia lombarda nel terzo trimestre, che però non è riuscita a recuperare totalmente quanto perso nei primi sei mesi, con la produzione che dal -12% è passata a -5%. Bene in questo periodo soprattutto l’edilizia, in recupero il turismo, positivo il dato dell’export dei servizi.
Per il 2021 i programmi d’investimento sono improntati alla stabilità, condizionati dall’incertezza, in particolare riguardo all’andamento della domanda. Nelle costruzioni, la ripresa dell’attività dopo il blocco dei cantieri tra marzo e aprile non sarebbe stata sufficiente a compensare i cali registrati nella prima parte dell’anno e le imprese intervistate si attendono una diminuzione della produzione nella media del 2020. Nelle previsioni delle aziende, l’attività tornerebbe a crescere nel 2021, beneficiando anche degli effetti dell’introduzione del “Super Ecobonus”, valutato positivamente dalla gran parte delle aziende del campione.
(ITALPRESS).