Prostituzione minorile maschile, Raggi presenta progetto “Rest”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ un fenomeno di cui si parla poco ma che è molto presente”. Così Virginia Raggi, sindaca di Roma, ha presentato il progetto “Rest”, un’iniziativa che ha l’obiettivo di contrastare la prostituzione minorile maschile attraverso la creazione di una “unità di strada” a Roma.
Raggi, evidenziando che il fenomeno coinvolge soprattutto i “minori stranieri non accompagnati”, ha spiegato che per il progetto è stato ottenuto “un finanziamento europeo da 345 mila euro per consentire a questa unità di strada di operare per un primo periodo di 18 mesi”. “Dal 2014 – ha continuato – risultano più di 70 mila minori stranieri non accompagnati nel nostro territorio e a dicembre 2019 risultano 5.383 minori stranieri non accompagnati ospitati in strutture ricettive. Al compimento dei 18 anni i minori sono fuori da queste strutture e, non avendo una famiglia che li possa aiutare, tendenzialmente sono preda di sfruttamento da parte di criminali”.
Raggi ha poi illustrato il progetto. “L’unità mobile è formata da due mediatori, uno culturale e uno linguistico, un case manager e un medico – ha affermato -, e avrà il compito specifico di mappare i punti di aggregazione di queste persone, intercettarle, spiegare quali sono i loro diritti e cercare di avviarle a un percorso di recupero con Intersos o con un contatto diretto con i nostri operatori sociosanitari”. Verrà utilizzato anche il web con informazioni in più lingue rivolte “non solo ai minori che sono già in Italia ma anche – ha precisato – a coloro che stanno partendo. E’ un progetto sperimentale che credo – ha detto – possa essere molto interessante”.
“Questo progetto – ha evidenziato Monica Rossi, delegata all’Inclusione di Roma Capitale – vuole affrontare ed esplorare un tema importante e doloroso come quello della violenza e dell’abuso di minori con un focus specifico sul fenomeno dello sfruttamento minorile, lavorativo e sessuale. Questa grande categoria racchiude un panorama estremamente complesso e diversificato che prende forme e strategie diverse ma che hanno sempre la violenza come comune denominatore”.
“Nella capitale – ha sottolineato Cesare Fermi, direttore Unità Migrazioni di Intersos – c’è un sistema di accoglienza che funziona ma molti, i minori invisibili, sono fuori da questo sistema. Quelli di sesso maschile sono soggetti a uno sfruttamento molto subdolo e nascosto”, ha aggiunto il direttore Unità Migrazioni di Intersos ricordando che l’organizzazione a Roma ha realizzato un centro che “dal 2011 ha ospitato più di 6 mila minori stranieri non accompagnati che erano fuori dal sistema dell’accoglienza”. “Il lavoro di questo progetto – ha concluso – sarà consolidare le buone pratiche di costruzione di fiducia nei minori”.
(ITALPRESS).