Domenicali e la F.1 che verrà “Metteremo i piloti al centro”

MILANO (ITALPRESS) – “Quando mi è arrivata l’offerta da Liberty ho passato giorni intensi, diciamo così. Ma certi treni passano una volta nella vita. Dire di no sarebbe stato difficile, e quindi da un lato, come italiano, ne sono molto orgoglioso; dall’altro so che sarà una sfida bella grande. Ma conosco bene l’ambiente, e questo è un vantaggio”. Ancora pochi giorni e Stefano Domenicali, dopo oltre vent’anni in Ferrari e cinque in Lamborghini, prenderà le redini della Formula Uno: è lui l’erede designato di Chase Carey e le idee per ridisegnare il circus non mancano. “La F.1 di oggi, come piattaforma sportiva e di business mondiale, è ancora quella che ha il numero più alto di spettatori e tifosi, e dunque è molto forte e solida – spiega alla ‘Gazzetta dello Sport’ – In tanti hanno cercato di metterla all’angolo dicendo che è vecchia, non più interessante. Non è assolutamente vero. Penso che al contrario ci sarà sempre più interesse da parte dei costruttori, dei team privati, da molti altri soggetti. Lo dimostreremo coi fatti. Faremo crescere la parte emotiva”. Il fatto che la Mercedes domini da anni non preoccupa Domenicali, “ma i cicli in F.1 ci sono sempre stati. E’ giusto però raccogliere gli stimoli e bisogna fare in modo che il nostro sport rimetta sempre più al centro i piloti. Come per esempio accade nel motociclismo, dove viene percepito che sia il pilota a fare la differenza. E su questo fronte non c’è mai stata una griglia con tanti piloti così giovani e così forti. Bella la tecnologia, bello il lavoro di squadra ma i piloti sono il volto della F.1. Dopodichè agli stessi piloti si chiede di dare qualcosa di più al mondo al quale appartengono. La nostra dovrà essere un’offerta di sport, intrattenimento, musica. Un GP dovrà essere come un concerto, un’esperienza unica che faccia pensare allo spettatore di aver speso bene i propri soldi”. Con la fuoriuscita di Honda a fine 2021 resteranno tre motori ma “nella logica della diversità il futuro della F.1 è l’ibrido. Perchè, investire solo sull’elettrico credo sia sbagliato. Serve diversificare l’offerta, tenendo d’occhio i costi. E poi c’è la questione dei regolamenti: dobbiamo semplificarli. L’idea di entrare in F.1 diventerà molto affascinante per i grandi costruttori”. Per quanto riguarda la questione gomme, “è logico che il pilota vorrebbe lo pneumatico perfetto, noi per lo spettacolo vorremmo il contrario. Si deve trovare l’equilibrio, lavorando con Pirelli in modo trasparente. Pirelli che dobbiamo solo ringraziare, col rispetto dovuto al suo ruolo straordinario. Senza la Pirelli oggi la F.1 non ci sarebbe”. Domenicali non esclude novità sul format di gare e qualifiche (“ci ragioniamo, sia sulla struttura delle qualifiche che sul numero di giorni di GP”) e si tiene stretto Hamilton: “Lewis è un asset per la F.1. Nel 2021 dovrà attaccare un record planetario, 8 Mondiali. Ha in testa anche altre cose, ma sa che quella è la sua sfida vera. Poi di certo sa qual è l’impatto della F.1 e lo ha usato come mezzo per trasmettere il suo messaggio anti-razzista”. Ma alla Formula Uno serve anche una Ferrari competitiva. “Come se ne esce? Avendo ben chiare le priorità, che cosa fare. Serve forza mentale, oltre che competenza tecnica. I tempi in F.1 non sono comprimibili, eppure bisogna comprimerli il più possibile”.
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