GOL-RECORD DI LEAO, MILAN SEMPRE PRIMO MA L’INTER TIENE IL PASSO

Leao-record: il Milan ha vinto contro il Sassuolo segnando il gol più veloce della storia con il portoghese (dopo soli 6″76) e rafforzando la propria posizione in vetta. Per gli amanti delle statistiche, il record del gol più rapido era quello di Poggi del Piacenza segnato alla Fiorentina nel 2001. L’Inter è passata solo nella ripresa contro lo Spezia. La lotta in testa si è fatta più serrata e nel conto bisogna tenere ovviamente pure la Juve che ha travolto il Parma. Intanto, sui rami del nostro albero calcistico di Natale, molte grigie sfere (palle suona male): la vicenda della rottura fra Gomez e Gasperini (e quindi l’Atalanta); quella degli esami di Suarez a Perugia (Juve sulla graticola) e l’altra degli errori arbitrali (Cui prodest? A chi giova?), un classico di chi non sa perdere. Le inevitabili polemiche saranno una cuccagna per tutti, in mancanza delle partite. E, mentre siamo in attesa di altri argomenti caldi, all’orizzonte c’è già il calciomercato, di cui il Papu dovrebbe essere un personaggio eminente e su cui tutti si butteranno a capofitto.
Sul campo del Sassuolo, il fulmineo gol di Leao ha rilanciato il Milan, dopo i due pareggi contro Parma e Genoa. Senza Ibrahimovic, Kjear, Rebic, ecc., la squadra di Pioli ha vinto contro un avversario molto agguerrito che è rimasto sorpreso dalla partenza-sprint dei rossoneri (2-0 dopo 26′). La squadra di De Zerbi (che ha fatto il mea culpa) si è svegliata nella ripresa e, dato che contro l’Inter ne aveva presi tre, dobbiamo dedurne che contro le grandi c’è ancora un certo gap da parte del Sassuolo. Lo Spezia ha tenuto bene per un tempo a San Siro e ha fatto un gol nel finale: è una squadra battagliera, quella di Italiano. L’assalto dell’Inter per questa volta è fallito e nella volata di Natale il Milan sarà alle prese con la Lazio e l’Inter andrà a Verona. Finora solo Milan e Juve sono imbattuti. I nerazzurri, dopo la sesta vittoria consecutiva (Lukaku ha segnato ancora: 11 gol in totale), aspettano solo un errore dei “cugini” per saltare in testa. Non bisogna dare mai per morta la Juventus, che ha fatto rimangiare ai suoi detrattori i giudizi permeati di scetticismo, forniti dopo il sesto pareggio stagionale. In realtà il Parma ha fatto da sparring-partner. Ronaldo ha segnato una doppietta (totale 12 gol e 33 nell’anno solare come Sivori) Morata è andato a segno, nonno Buffon è apparso in serata.
Kulusevski (un ex) ha sbloccato la partita. La difesa bianconera è la più forte. Ci chiediamo: la Juve è quella di Crotone, Benevento, Roma (Lazio) o quella di Parma? Vedremo per la Befana contro il Milan, cioè una big, se la Juve confermerà il ritmo del Tardini. Buffon, che a Parma ha esordito davanti ai nostri occhi tanti anni fa, ha detto: “Una vittoria non fa testo. Abbiamo avuto alti e bassi, quando faremo una serie di risultati ne riparleremo”. La bella vittoria in rimonta dell’Atalanta (una partita in meno) con la Roma avrà fatto pensare qualcuno che la rottura con Gomez abbia migliorato il rendimento della squadra nerazzurra. Ma i giallorossi avrebbero perso ugualmente. Il gol di Dzeko aveva colpito la Dea che si è ripresa in grande stile: quattro gol in 25 minuti. A segno tutti i cannonieri nerazzurri: Zapata, Muriel e Ilicic. Il Napoli, privo di Insigne e Mertens e la Lazio senza Correa, ma con l’ex Reina in porta, si sono dati battaglia. Un bel gol del napoletano Immobile (l’ottavo stagionale) ha indirizzato il risultato verso la sponda laziale. E Luis Alberto ha chiuso la tenzone. Gattuso ha perso Koulibaly, Lozano e la partita. Si avvicina intanto la sentenza sul ricorso partenopeo per la mancata trasferta a Torino che portò allo 0-3 e il punto di penalizzazione a tavolino.
Prandelli (tre pareggi e tre gol in sei partite) non ha vinto nemmeno contro un Verona rimaneggiato. Il risultato è stato deciso da due rigori abbastanza discutibili e il pressing veronese non ha permesso ai viola di trovare sbocchi offensivi. La Sampdoria ha ripreso quota contro il Crotone, con Quagliarella (gol n.170 in A) tornato fra i marcatori. I blucerchiati sono già nelle zone medio-alte, mentre il Crotone è ultimo con una difesa non certo imbattibile. La partita dei sudamericani fra il “centenario” Cagliari (in vantaggio nel primo tdempo) e l’Udinese è finita alla pari. I friulani (Lasagna è tornato a segnare: primo gol stagionale) sono alla sesta partita utile: hanno recuperato nella ripresa. E devono giocare quella con l’Atalanta. Il Benevento ha dato una brutta bastonata al povero Genoa nella ripresa, risalendo in classifica: è a +8 dalla zona pericolo. Pare che Ballardini tornerà per la quarta volta sulla panchina del derelitto Grifone, per salvarlo.
Il Torino era riuscito ad andare in vantaggio con Verdi e si è fatto rimontare da Soriano. I granata hanno subito 31 gol: peggior difesa. A questo punto anche i “fedelissimi” si saranno resi conto che qualcosa non funziona in casa granata: le colpe non possono essere sempre degli altri (arbitri ecc.). Il Bologna si barcamena discretamente a mezz’acqua. Nell’ultimo turno “dell’annus horribilis” 2020, vedremo chi vincerà la volata fra le milanesi.
(ITALPRESS)