OSCAR 2020 A NAZIONALE, JUVENTUS E MILAN

Il 2020 non è stato un anno fortunato per la pandemia e le conseguenze che ne sono derivate. Anche il mondo del calcio ha pagato un caro prezzo per la chiusura degli stadi, forse un calo dei consensi e -chissà- l’avvento di una certa disaffezione, provocata dalla lontananza dagli avvenimenti. Le risposte le avremo alla riapertura di tutte le attività. Tornerà tutto come prima o la televisione resterà l’unico tramite fra gli appassionati e il calcio ? Ci resterà il ricordo di un campionato concluso “per forza” nella canicola e di una ripresa affrettata. Resteranno i danni economici di un’annata nera. Detto questo, ricorderemo che l’Annus Horribilis 2020 si è portato via grandi personaggi come Maradona, Paolo Rossi, Anastasi, Simoni, Corso e Prati. Notevoli le imprese della Nazionale di Roberto Mancini, che è tornata fra le prime dieci del mondo, dopo essere precipitata con l’esclusione dai Mondiali del 2018 in Russia. Eravamo tutti convinti che il calcio azzurro stesse morendo, con l’invecchiamento di campioni come Buffon, Chiellini ecc. e che i tanti stranieri stessero soffocando le nostre giovani generazioni di giocatori. E invece, con il suo contagioso ottimismo, il ct azzurro ha trovato tanti campioni nel giardino del nostro campionato, portando l’ambiente azzurro a riemergere e a inanellare una serie di vittorie più lunga di quella di Vittorio Pozzo. Mancini ha messo insieme 22 partite utili (17 vittorie e 5 pareggi). Certo- come ha detto lo stesso ct- l’Italia non ha conquistato ancora nessun trofeo e le manca un successo importante contro qualcuna delle grandi potenze del calcio. Ma da qualche parte si doveva pur cominciare e la vittoria nel girone di Nations League ha aperto la strada. Il 2021 sarà quello degli Europei, delle qualificazioni per i Mondiali 2022 della fase finale di Nations League che si giocherà a Milano e Torino. Sarà un anno molto impegnativo e speriamo che i club siano collaborativi. Anche l’Under 21 è andata bene. E il calcio femminile sta facendo progressi: Juve campione, Nazionale verso gli Europei. Madame Frappart dirige in Champions League. In estate, non c’è stato spazio per le “italiane”, nella massima competizione europea. Ma il fatto stesso che nella nuova edizione ben tre delle nostre quattro squadre siano entrate fra le prime sedici del calcio continentale è già promettente. La Juventus, la Lazio e la fenomenale Atalanta che ha vinto a Liverpool e Amsterdam con l’Ajax, meritano una citazione. L’Inter, che ha sfiorato la vittoria in Europa League (2-3 col Colonia in finale), è stata l’unica esclusa dalla “coppa con le orecchie”. Quest’anno le tre squadre italiane hanno superato il primo ostacolo di Europa League: il Milan, il Napoli e la Roma. Andando al campionato, le vicissitudini del Covid non hanno certo agevolato lo spettacolo. La Juventus ha vinto il suo nono scudetto consecutivo, a conferma di una superiorità marcata che tuttavia non è stata confermata all’inizio del nuovo campionato. Le milanesi infatti sembrano essere tornate in auge e i rossoneri hanno fatto più punti di tutti (79) nell’anno solare, mentre i nerazzurri hanno compiuto notevoli progressi in serie A. Il Milan ha trovato in Ibrahimovic un grande trascinatore, ma siamo convinti che anche il lavoro di Paolo Maldini in società stia dando i propri frutti. Il Napoli (vittoria in Coppa Italia) e le romane sono sempre fra le squadre che danno filo da torcere al trio di club più titolati, ma hanno problemi strutturali che stanno forse risolvendo. Abbiamo fatto cenno ai progressi dell’Atalanta: Bergamo è stata la città più colpita dal Covid, ma è una città con attività importanti e si sta tirando su con il calcio ed è un peccato che sia scoppiato il “caso Gomez”. Immobile è stato il cannoniere del campionato con 36 gol (uguagliato Higuain) e ha vinto la Scarpa d’oro. Fra gli stranieri: Ibrahimovic, Lukaku e Ronaldo. Per gli allenatori, ai primi posti di certo De Zerbi, Gasperini e Pioli. Tra gli arbitri, Orsato, che ha diretto la finale di Champions Bayern- Paris Saint Germain. Una cosa triste è che le provinciali (come il Verona) non vinceranno lo scudetto perchè il divario con le “grandi” è aumentato. L’Italia del calcio che conta si ferma a Napoli, Benevento e Cagliari. Nel corso dell’anno, abbiamo anche assistito a episodi che dimostrano come il calcio non sia più soltanto uno sport, bensì un business affidato “anche” alle gambe dei calciatori. Si è assistito a episodi poco commendevoli. Sono gli aspetti meno gradevoli di un’attività che, nonostante tutto, coinvolge la passione di tanti. Speriamo bene.