NON E’ TEMPO DI VERDETTI MA DI CURIOSITA’

Non è tempo di verdetti ma di curiosità. Gli stupiti d’abitudine chiedono ulteriori lumi sul Milan di Pioli, insomma se sia o no da scudetto. E’ primo, però. Così l’affidano a un esame probante, il faccia a faccia con la Juve, dopodomani. Come se la Juve, ieri sera vittoriosa, fosse in grado di rilasciare patenti a chicchessia. Al massimo può vincere, con il Ronaldo che si ritrova, ma per il Milan sarebbe solo una battuta stonata. Scudetto? Ha ragione Pioli: parliamone a primavera. E intanto divertiamoci. Anche con la Befana. Ancora tutte insieme. Appassionatamente. L’ho chiamata Domenicona, tutta la A ieri insieme nel giorno sacro, goduria per anziani, scoperta per i giovani che all’improvviso sanno cos’è un campionato intero, non uno spezzatino di emozioni e infatti gol chiama gol in diretta (o in lieve differita) come volevano i Padri Fondatori.
L’approccio festoso del campionato al Ventiventuno ha sostituito i mortaretti con i gol, 33. Firmatari dell’evento, tanto per cambiare, Lautaro – pallone a casa – Lukaku, Zapata, Zielinski, Lozano, Insigne, Izzo, Immobile, Dzeko, il rinato Destro (fa notizia) e Zaccagni, il romagnolo del Verona che con una rovesciata da scuola fa i tre punti che valgono le goleade altrui. E Ronaldo, immancabile. E se domani – e sottolineo se – dal mercato si annunceranno ulteriori acquisti di attaccanti sarà bene che si interrompano le sbornie di Capodanno: per vincere lo scudetto servono difensori forti, serve misura agonistica. Serve essere il Milan che tiene la testa della classifica anche in dieci con una sana difesa e un’opera d’arte firmata Leao. L’Inter furiosa torna seconda con l’urlo di Conte allo scellerato Arturo, personaggio manzoniano, e rivela la virtù principe dei rossoneri che – come insegna Caressa – il tè dei nervi distesi non lo prendono solo nell’intervallo. Vivono in serenità fin dal primo Lockdown, ecco il segreto di Pioli.
Resta un mistero la Juventus nonostante Pirlo metta in campo una formazione da scudetto che in mani altrui – mettete chi volete sulla panchina della Signora – il decimo tricolore lo porterebbe a casa. Vince ma non convince. Fa ancora le prove di grandezza. Che fare? Intanto ringraziare la Var che ha cancellato il gol di don Rodrigo De Paul. Dopo, tutto più facile. Forse troppo facile. C’è Dybala reduce da se stesso, c’è Chiesa reduce dal gol segnato a metà dicembre all’Atalanta e segnalato come evento prodigioso. E c’è, ovviamente, Ronaldo che con una doppietta arriva al gol 760 andando a segno per il ventesimo anno solare consecutivo. Ormai “Eterno” come Pelè. Per l’occasione, la Joya tornato al gol invita i fotografi a immortalare i suoi abbracci (con Chiesa) a Cr7, approfittando dell’assenza di Morata, infortunato. E la foto diventa documento con il gol dell’ex viola. L’Udinese si presta alla rinascita, la Juve sembra guarita, o forse è nei guai Gotti che esibisce una squadra morbida e incerta. Il panettone l’ha mangiato, è in arrivo il carbone?