Eliminata contraddizione tra le Faq su pesca sportiva

ROMA (ITALPRESS) – Eliminata la contraddizione tra le faq in materia di pesca sportiva presenti sul sito del Dipartimento dello Sport della Presidenza del Consiglio (www.sport.governo.it) e quelle nel portale del Governo (www.governo.it). La Faq n. 8 del Dipartimento dello Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri pubblicata il 10 novembre 2020 è stata sostituita dalla Faq n. 32. In questa, l’espressione riduttiva ‘pesca di superficiè, utilizzata nella precedente faq, è stata sostituita finalmente da ‘pesca sportivà, ricomprendendo formalmente e senza necessità di alcuna interpretazione tutti i tipi di pesca sportiva, ivi compresa la pesca subacquea. In tale Faq è specificato ciò che è consentito in materia di pesca sportiva individuale e agonistica nella zone gialle, arancioni o rosse. Come si evince dalla formulazione del testo, la pesca sportiva, proprio perchè espressamente qualificata come attività sportiva, al pari di tutte le attività sportive, è praticabile, salvo ordinanze più restrittive di carattere regionale, nelle zone gialle a livello regionale, nelle zone arancioni nel proprio comune senza necessità di munirsi di autocertificazione (mentre fuori dal proprio comune serve l’autocertificazione), nelle zone rosse nel proprio comune con autocertificazione. Sul sito del governo invece è stata modificata la Faq comparsa il 15 novembre che, parificando la pesca sportiva all’attività venatoria, la vietava nelle zone rosse anche nel comune di residenza e la consentiva nelle zone arancioni limitatamente al comune di residenza. Nella nuova formulazione di tale faq è stato eliminato qualsiasi riferimento alla pesca sportiva. Da tempo Fipsas e Fiops avevano rilevato la contraddittorietà delle faq. “Ringraziamo, in particolare, il Direttore del Dipartimento Sport della Presidenza del Consiglio Giuseppe Pierro, che in queste settimane è stato in contatto continuo con il Presidente della Fipsas Prof. Ugo Claudio Matteoli e che ha sempre sostenuto, anche con atti ufficiali, la nostra posizione – si legge in un comunicato della Fipsas – Ora vigileremo affinchè non vi siano diverse interpretazioni da parte delle forze dell’ordine in merito e solleciteremo le regioni a non adottare ordinanze più restrittive. Abbiamo sempre sostenuto che la pesca sportiva è un’attività sportiva a rischio zero in termini di contagio, in quanto praticata individualmente e con naturale distanziamento sociale. Il risultato va a vantaggio di tutti i pescatori, tesserati o non tesserati”. Per quanto riguarda i negozi che vendono articoli sportivi, invece, “ci risulta essere oggetto di un confronto avanzato presso il Ministero dello Sviluppo Economico in merito al riconoscimento dei ristori la sostituzione del criterio basato sul codice Ateco con quello dei calo reale del fatturato. Anche questa richiesta era stata avanzata formalmente al governo nelle settimane scorse dalla Fiops in accordo anche con la Fipsas”.
(ITALPRESS).