IL MILAN TIENE A DISTANZA TUTTI, GLI SCONTRI DIRETTI SARANNO DECISIVI

Sorprese? Poche. Il campionato è diviso in zone: tre o quattro squadre puntano allo scudetto e la Champions, alcune per l’Europa, poi c’è la lotta-salvezza. E’ la scoperta dell’acqua calda: la corsa per il primato si deciderà probabilmente negli scontri diretti. Se guardiamo al girone d’andata delle prime, il Milan è stato battuto da Juve e Atalanta; l’Inter da Milan e Samp. La Roma invece le ha prese da Napoli, Atalanta e Lazio, oltre che dal Verona (a tavolino); la Juve da Inter e Fiorentina. Le “sorprese” vere sono arrivate dalla Samp e dai viola che hanno messo sotto due big. Nella prima di ritorno hanno vinto tutte le “grandi” e vedremo presto in Juve-Roma, Napoli-Juve e Milan-Inter se ci saranno svolte importanti. La capolista Milan ha vinto a Bologna (quarto successo consecutivo) soffrendo nel finale. Ibrahimovic, che inseguiva il gol numero 500, ha sbagliato il terzo rigore in campionato. Poi ha lasciato l’altro tiro dal dischetto del Dall’Ara a Kessie. Ultimamente il gigante svedese ha perso punti fra espulsioni e problemi vari. Ma i rossoneri hanno salvato il primato e in fondo per Pioli era quel che contava.

L’Inter ha vinto facile contro il Benevento, cui ha inflitto nove gol fra andata e ritorno. La squalifica di Conte non ha pesato: Stellini lo ha ben sostituito e il due Lu-La è tornato a segnare. Ora i gol nerazzurri sono 49. La squadra di Pippo Inzaghi ha fatto un punto in quattro partite subendo 14 gol. Una media pericolosa. Mentre il “caso Dzeko” bolle sempre in pentola, la Roma ha messo sotto di brutto il Verona con gol di Mancini, Mkhitaryan e Mayoral. Colley ha addolcito l’amara pillola gialloblù. E dire che quella di Juric (con la novità Lasagna) era fra le difese meno battute. Giallorossi in corsa per i primi posti. La Juve ha dimenticato lo shock di San Siro e (con una partita da recuperare) si può ben considerare in corsa per il primato. A Marassi, contro la Samp, hanno segnato Chiesa e Ramsey, non Ronaldo. Adesso in Coppa Italia i bianconeri torneranno sul campo dell’inter per una rivincita, mentre batte alle porte lo spareggio con la Roma. La “vendetta” della Lazio a Bergamo, dove era stata appena eliminata dalla Coppa, ha detto che senza le ali Hateboer e Gosens la squadra di Gasperini non vola e dopo 14 risultati utili di fila si è fermata. La squadra di Inzaghi, al quinto successo consecutivo in campionato, si è riposizionata per un posto in Champions. Marusic subito, un palo di Milinkovic, il gol di Correa, quello annullato a Immobile e il terzo punto di Muriqi e l’esordio di Musacchio, tutti fattori positivi per i romani.

Il Napoli senza entusiasmare ha superato il Parma con un bel gol di Elmas e il raddoppio di Politano. Insigne (palo) cerca sempre il gol numero 100. Gattuso (“L’aria che si respira non mi piace”) spera nella Coppa Italia in cui affronterà l’Atalanta. Gli emiliani sono in crisi: penultimi e con il peggiore attacco (14 gol). L’anticipo del venerdì è stato turbolento, fra Torino e Fiorentina. E’ successo di tutto: gol, errori, due viola espulsi, tre legni, fischi sbagliati, ma il succo è che la Fiorentina ha un’idea di gioco, Nicola ci sta lavorando. E finalmente è tornato a segnare Belotti. L’Udinese ha reso pan per focaccia allo Spezia, che aveva vinto all’andata. Protagonisti De Paul (gol su rigore ed espulsione) e Musso. Ha esordito Llorente. Lo Spezia stavolta ha ciccato: non ha segnato e ha perso Saponara (espulso). Bel passo avanti dei friulani. Continua la scalata del Genoa, dopo l’arrivo di Ballardini: 17 punti in sette partite. Il Grifone è a +6 dalle terz’ultime. Il Crotone (46 gol subiti, peggior difesa) è sempre in coda. Il Cagliari stava finalmente vincendo (con Joao Pedro) una partita dopo un lungo digiuno. Il Sassuolo ha pareggiato al 94′ (Boga). I sardi sono sempre più inguaiati. E’ il calcio, con le sue gioie e i suoi drammi.