Calcagno e la Superlega “Sbagliato escludere i calciatori”

ROMA (ITALPRESS) – Il mancato coinvolgimento degli ‘attori principalì nel progetto, apparentemente naufragato, della Superlega è stato un errore grossolano. Ad analizzare le ultime, febbrili giornate che hanno visto le big d’Europa (Juventus, Inter e Milan le italiane coinvolte) tentare lo ‘strappò con l’Uefa è il presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, Umberto Calcagno, sicuro che “le tempistiche sono state sbagliate ma dobbiamo analizzare le storture di un sistema che hanno portato a questo progetto che sembra tramontato”. “E’ stato sbagliato escludere il coinvolgimento dei calciatori, destinatari di eventuali provvedimenti disciplinari per qualcosa che non avevano determinato – ha sottolineato il numero uno dell’Assocalciatori ai microfoni di “Radio Anch’io Sport”, su Rai RadioUno – C’è stato un cortocircuito nelle modalità in cui sono state fatte le cose, non sono però un appassionato delle sanzioni e di ciò che sta avvenendo: i calciatori hanno l’esigenza di giocare un pò meno, per tutelare loro salute e le competizioni sportive”. A Calcagno, infatti, piace molto poco anche “come si sta prospettando la nuova Champions League: ci sono subito dieci gare nel girone preliminare e questo non comporta un aumento dello spettacolo e degli introiti. Il nostro mondo ha sperperato negli ultimi dieci anni ricchezze importanti: bisogna capire come cambiare la tendenza e incidere meglio sul sistema, altrimenti rischiamo delle fughe in avanti. Poi, i calciatori sanno che nuove ed aggiuntive risorse, da ridistribuire in maniera più equa rispetto al passato, posso arrivare solo dalle grandi competizioni internazionali”. “Alla gente non piace più quello che ruota attorno al calcio, dobbiamo capire come massimizzare gli introiti salvaguardando gli aspetti sportivi – prosegue nella sua analisi Calcagno – Se si vuole alimentare la passione dei ragazzi verso il calcio deve essere valorizzato il merito sportivo: dobbiamo coniugare queste due cose, amministrando meglio ciò che abbiamo”. Anche rispetto agli altri ‘modellì europei, “abbiamo avuto la forza e la bravura di ripartire bene e di saper convivere, seppur con qualche stortura, con la pandemia. Ora dobbiamo studiare strumenti nuovi affinchè il nostro mondo non spenda o investa più di qual che ha, cercando di tutelare il nostro sistema”. In vista degli imminenti Europei, Calcagno auspica che “vengano vaccinati gli atleti a giugno che vi parteciperanno, senza chiedere una via preferenziale. E che i giocatori siano vaccinati anche per il prossimo campionato, affinchè il calcio sia un mondo che possa lavorare in sicurezza”. Calcagno, infine, sposa la scelta del governo di posticipare al primo giugno l’ingresso, contingentato e in sicurezza, negli stadi: “Ovviamente ci dispiace, avere i tifosi e gioire con loro è la parte più bella del nostro lavoro. Speriamo di tornare al più presto alla normalità, ma ad oggi tutto ciò che ruota attorno all’evento è problematico”.
(ITALPRESS).