Mons. Melchor Sanchez “Messa Maratoneta è momento di aggregazione”

ROMA (ITALPRESS) – Un’occasione di preghiera, ma anche di incontro e condivisione, alla vigilia della Maratona di Roma. Questo l’obiettivo della Messa del Maratoneta che si è svolta questa sera, presso la chiesa di Santa Maria in Montesanto, meglio nota come “Chiesa degli Artisti”, in Piazza del Popolo. Presenti numerosi atleti e maratoneti, sportivi di Athletica Vaticana, l’associazione ufficiale della Santa Sede, e rappresentanti di tutti i Gruppi Sportivi Militari, tra cui Patrizio Parcesepe, allenatore dei campioni olimpici nella marcia Massimo Stano e Antonella Palmisano. C’era anche la giovanissima Sara Vargetto, atleta romana di Athletica Vaticana, che una malattia invalidante costringe spesso in sedia a rotelle e che domani gareggerà tra le strade di Roma spinta da altri atleti. “La Messa del Maratoneta è una tradizione ben consolidata, non solo a Roma, ma anche in altre città alla vigilia delle grandi maratone. Un momento di incontro e preghiera”, ha spiegato all’ITALPRESS il sottosegretario del Pontificio Consiglio della Cultura, mons. Melchor Sanchez de Toca.
“Lo sport è uno dei grandi fenomeni culturali del nostro tempo – ha evidenziato ancora il sottosegretario – E c’è grande voglia di ripartenza. Lo scorso anno le maratone sono saltate o sono state fatte in maniera virtuale, senza quella dimensione fondamentale che è l’aggregazione, il ritrovarsi insieme. Condividere insieme le gioie e i sacrifici crea dei legami fortissimi”. A presiedere la messa il Cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. “Ciò che vivrete domani e che vivete nel vostro impegno sportivo, la corsa, è un’immagine chiara, ma anche un simbolo in tutte le culture. E’ una delle grandi parabole della vita che tante volte ci sfugge di mano, proprio come accade in alcuni momenti della maratona. Così il simbolo concreto dell’esercizio sportivo diventa anche un emblema – ha ricordato il Cardinale Ravasi durante la sua omelia – Basti pensare che il termine ascesi, così legato alla spiritualità, deriva da una parola greca che vuol dire esercizio sportivo. Sudore, fatica, ribellione del corpo stesso che, alla fine, quando si entra nel vivo della corsa, diventano un procedere spontaneo, dunque un’esperienza molto simile all’arte”. Al termine della messa è stata impartita la “Benedizione degli sportivi” ed è stata recitata la “Preghiera del maratoneta”, che ciascun atleta iscritto alla Maratona di Roma ha trovato nel kit ricevuto alla vigilia della competizione.
(ITALPRESS).