Mar. Set 15th, 2026

Zelensky visita i soldati a Kharkiv

KIEV (ITALPRESS) – Allarmi aerei a Kiev ed in altre città del Paese. Nuovi bombardamenti a Kharkiv. Kramatorsk, nel nord del Donbass, è senza elettricità e con poca acqua. A Mariupol cadaveri ammassati nei supermercati e nella regione di Sumy, al confine settentrionale, ulteriori attacchi di artiglieria dopo quelli già avvenuti negli ultimi giorni. L’ennesima domenica di guerra porta in dote poche buone notizie, se non che domani, come ha annunciato Ankara, il presidente Erdogan proverà a rilanciare per l’ennesima volta la trattativa sentendo Putin e Zelensky. Un altro tentativo di riattivare il dialogo fra le due parti in guerra ma le speranze appaiono ridotte.
Sul fronte, come anticipato, ancora tanto sangue. Il Donbass rimane l’area con i combattimenti più cruenti e le informazioni più contraddittorie. A Severodonetsk, diventata ormai il centro nevralgico del conflitto, si registrano altre sei vittime fra cui due bambini mentre Mosca e Kiev diramano comunicati contrapposti. “Severodonetsk è sotto il nostro completo controllo”, ha scritto su Telegram il leader ceceno Kadyrov, impegnato con le sue truppe a sostenere l’operazione russa in Ucraina. Neanche per sogno, ribatte la controparte: i nemici “non si sono spostati all’interno della città”, ha replicato, sempre on line, l’amministratore militare del territorio, Sergey Gaidai, secondo il quale l’esercito governativo avrebbe cacciato i russi “da Toshkivka e preso posizione sul posto”. Una situazione sempre difficile da decifrare e in continua evoluzione, sulla quale potrebbe pesare l’arrivo, forse già la prossima settimana, dei nuovi armamenti a lungo raggio promessi dagli Stati Uniti.
Ma il Donbass non è l’unica area calda. A Kharkiv, dove oggi è arrivato in visita Zelensky, che per la prima volta dal 24 febbraio ha lasciato Kiev, dopo due settimane tranquille da alcuni giorni riecheggiano nuovamente le esplosioni. Dopo i nove morti di giovedì, oggi i missili partiti da Belgorod, subito oltre il confine, hanno colpito un impianto fotovoltaico nella periferia e causato ancora una volta il panico fra la popolazione. Il presidente ucraino ha visitato le truppe del fronte orientale in un’area dove la tensione rimane altissima e ha promesso l’immediata ricostruzione degli edifici distrutti.
Da Mariupol, la città simbolo di questa guerra, arrivano invece notizie ancora più terrificanti. In questa parte del Mare d’Azov si è praticamente smesso di combattere ma emergono ogni giorno le prove agghiaccianti della carneficina andata in scena per oltre due mesi. Secondo Petro Andriushenko, consigliere del sindaco, i nuovi occupanti starebbero ammassando i cadaveri dei civili all’interno dei supermercati. Una sorta di “discarica, come fosse immondizia”, così l’ha descritta il politica locale, che ha postato anche una foto per documentare il fatto.
Infine torna caldo anche il fronte nord. La zona di Sumy è stata presa di mira questa mattina da una ventina di colpi di artiglieria pesante. Non ci sono state vittime ma è la riprova che Mosca potrebbe non accontentarsi del corridoio meridionale e del controllo della zona costiera. Ieri si era sparsa la notizia di una seconda offensiva per riprovare l’assalto a Kiev: ipotesi smentita dallo stato maggiore ucraino, che però rimane vigile. Niente panico, ma la Russia, probabilmente, non ha ancora abbandonato le proprie velleità. Il Donbass potrebbe non bastare.
-foto agenziafotogramma.it
(ITALPRESS)

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