Dalla Sapienza dottorato honoris causa a Liliana Segre

Conferito il dottorato honoris causa in Storia dell’Europa alla senatrice a vita Liliana Segre, nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico 2019-2020, 717° dalla fondazione di Sapienza Università di Roma.
“Dedico questo riconoscimento a mio padre, l’uomo più importante della mia vita ucciso per la colpa di essere nato”, ha commentato Segre che ha tenuto la lectio magistralis “La storia sulla pelle”. Alla cerimonia, che si è svolta alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, erano presenti, tra gli altri, il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, la sindaca di Roma, Virginia Raggi, il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, il ministro dell’Università e Ricerca Gaetano Manfredi.
“Ringrazio in modo particolare gli studenti perché da nonna è da loro ho ricevuto molto più di quanto io abbia cercato di dare in questi 30 anni. Dentro di me sono sempre la ragazzina espulsa dalla scuola per la colpa di essere nata ebrea e che oggi mi vede seduta in Senato di quella stessa Italia”, ha detto Segre.

“Dentro di me – ha spiegato – è cambiato l’aspetto, una situazione di vita, una coscienza che gli anni sono passati e mi hanno vista nel cuore dell’Europa punita e che i miei perché non avranno mai risposta. Ma anche una consapevolezza di qualcosa che nel tempio della Sapienza mi fa ricordare una volta di più il maestro Primo Levi che scrisse: capire, comprendere è impossibile, ma conoscere è necessario. Lo studio importantissimo ripreso dopo anni, fu fonte di salvezza di riattaccarli a qualcosa che non era dimenticato, che era stato messo da parte, ti aiuta a a riprendere il tuo posto nel mondo, ti aiutava a riprendere i tuoi affetti perduti”. La senatrice a vita ha raccontato quando entrata in Senato si è sentita che “l’unica cosa che potevo fare era combattere in tutti i modi quello che era stato terribile nella mia vita: l’odio. L’odio che ho visto cominciare con le parole, con le vignette dove si metteva al palo una minoranza. Inizia con le parole e poi si passa ai fatti. Non c’è limite all’odio, non c’è limite all’odiare perché in quel momento si può fare, quel momento è adatto, i tempi sono maturi ‘per’. Questo fa paura. È per i giovani che faccio questa battaglia perché i giovani sono straordinari, hanno la forza enorme della scelta. Insegnare a non odiare e fare la scelta ogni giorno con coscienza”, ha concluso Segre.
(ITALPRESS).

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