Ance Cuneo “Cantieri riaperti ma senza certezze”

A una settimana dall’inizio della Fase 2 Ance Cuneo, presieduta da Gabriele Gazzano, ha svolto un’indagine su un campione di circa un quarto delle aziende associate riguardo alla ripresa delle attività.
A oggi i cantieri riaperti dal 4 maggio sono il 77 per cento, mentre è ancora chiuso il 17 per cento. Il 6 per cento dei cantieri è rimasto attivo durante il lockdown, per lavori urgenti o che non hanno avuto difficoltà rilevanti.
“Per un curioso alternarsi di numeri, il 77 per cento di cantieri riaperti corrisponde alla percentuale di quelli che hanno dovuto sospendere l’attività a marzo”, sottolinea Gazzano.
Ma la ripresa dei lavori non significa, come per gli altri comparti produttivi, il ritorno a quella che era la normalità, la quale resta lontana: “Constatiamo, tanto nell’àmbito privato residenziale quanto in quello industriale, una notevole, comprensibile incertezza. Gli investimenti sono bloccati e per i cantieri già operativi emergono a volte richieste di rallentarli. I timori riguardo al futuro rischiano di essere paralizzanti e diverse stazioni appaltanti lo dimostrano congelando i progetti. È uno scenario non previsto in tutta la sua ampiezza, quello che si delinea. Nelle scorse settimane ci siamo concentrati soprattutto sull’aspetto sanitario e sulla predisposizione dei protocolli di sicurezza indispensabili per ripartire, ma ora i segnali della crisi si fanno sempre più evidenti e preoccupanti”.
Sono segnali confermati dall’esito dell’indagine, con il 78 per cento delle aziende edili della Granda che rileva un calo della produzione rispetto alla situazione precedente l’emergenza Covid. Questo calo è stimato intorno al 32 per cento.
“Il momento è molto delicato nel nostro come negli altri settori”, risponde il presidente Gazzano. “Serve un’iniezione di fiducia che rianimi il mercato. Finora, a onor del vero, sono state concesse maggiori possibilità di indebitamento e pochissimo altro. Adesso sono necessarie consistenti iniezioni di capitali, accanto ai mutui. Per la committenza privata un ruolo fondamentale potrebbe essere svolto dal “bazooka” annunciato nel Decreto Rilancio, quel super ecobonus al 110 per cento per lavori di efficientamento energetico, compresi gli infissi, e di adeguamento sismico, con estensione del bonus facciate, per le spese sostenute dal primo luglio alla fine del 2021. Per l’àmbito pubblico, penso a settori che l’epidemia ha evidenziato come particolarmente carenti nel “sistema Paese”, cioè la sanità e l’istruzione. Occorre una progettualità che comporti investimenti di notevole entità per le strutture ospedaliere e per l’edilizia scolastica, la cui necessità è stata dimostrata dall’emergenza Covid. Ciò darebbe ossigeno anche alle nostre imprese”.
Vi è un altro ostacolo da rimuovere, rappresentato dai lacci e dai lacciuoli della burocrazia, guaio endemico del Paese.
Gabriele Gazzano guarda all’esempio di Genova e auspica: “Se il ponte “Morandi” è stato ricostruito in 18 mesi, significa che vi possono essere procedure che permettano ai cantieri di svolgersi in tempi brevi e certi, con costi altrettanto certi. Dalla Regione Piemonte è stato preso un impegno, in generale, per la sburocratizzazione e per l’efficienza nelle pratiche amministrative, ci auguriamo che esso trovi rispondenza tanto a livello piemontese quanto per le norme nazionali, affinché gli appalti non debbano più sottostare alle lungaggini a cui purtroppo ci eravamo assuefatti e che oggi sarebbero un autentico colpo di grazia”.
(ITALPRESS).

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