Prandelli promuove l’Italia “Giovane e di talento, bravo Mancini”

ROMA (ITALPRESS) – “Troppe convocazioni in maglia azzurra? Noi italiani, quando le cose vanno bene, cerchiamo di trovare sempre delle negatività”. Cesare Prandelli, neo allenatore della Fiorentina ed ex ct della Nazionale, ai microfoni di “Radio Anch’io Sport” su Rai RadioUno, non può non lodare la truppa azzurra di Roberto Mancini, che battendo ieri sera per 2-0 a Reggio Emilia la Polonia è sempre più vicina alla Final Four dell’Uefa Nations League. “Mancini sta facendo un ottimo lavoro, e queste partite lo stanno dimostrando – ha sottolineato Prandelli, 63 anni – Mancavano venti giocatori ma anche chi li ha sostituiti ha adottato la stessa filosofia di gioco. Bravo Mancini ma questo lavoro viene da lontano, con Maurizio Viscidi: sono ragazzi cresciuti anche nelle società ma che hanno una base di lavoro collettivo molto importante”. Tornando alla partita di Nations League di ieri sera contro Lewandowski e compagni, “il gol di Berardi (quello del 2-0, ndr) è da far rivedere ai settori giovanili per l’azione collettiva degli azzurri. Se tu hai un campione come Roberto Baggio in squadra, chiaro che non gli puoi chiedere di giocare spesso di prima, ma anche lui si sarebbe adattato ad un gioco collettivo”. Rispetto alla sua Nazionale che arrivò in finale agli Europei del 2012 in Polonia-Ucraina, “di diverso c’è la base su cui scegliere, ci sono molti giovani interessanti grazie al lavoro fatto negli ultimi anni. C’è varietà e capacità di cambiare sistemi di gioco, il nostro calcio viene seguito con molto interesse all’estero: ci siamo levati di dosso l’etichetta di difensivisti. In questa pandemia. 90 minuti ti possono regalare delle gioie”. L’ex centrocampista di Juventus e Atalanta, che nella sua già lunga carriera da mister si è seduto anche sulle panchine di Verona, Parma, Galatasaray e Valencia, dice la sua anche sulle polemiche per la finestra interazionale nell’era del Covid-19: “Alla Nazionale non si può dire di no a nessun livello, ma dal punto di vista della programmazione si può arrivare a farla giocare due mesi solo per le qualificazioni, con un campionato più veloce. Molti presidenti, così, non si lamenterebbero troppo. E’ un fatto, questo, puramente organizzativo”.
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