MILAN CAMPIONE D’INVERNO, MA “GELATO” DALL’ATALANTA

L’Udinese, fermando l’Inter, ha regalato intitolo d’inverno al Milan, ora a +2 sui nerazzurri. Ma la squadra sotto i riflettori è l’Atalanta che ha ” gelato” la capolista e meraviglia semmai il fatto che la formazione di Gasperini non sia fra le prime tre e abbia perso punti contro squadre meno titolate. Piuttosto: quanto peserà questa sconfitta (dopo quella con la Juve) sul morale del Milan ? Mandzukic e Tomori le carte vincenti ? Contro la squadra campione la squadra di Pioli aveva perso giocando una buona partita, mentre con l’Atalanta la sconfitta è stata pesante. L’Atalanta ha vinto a Liverpool, ad Amsterdam, ha bastonato Milan, Roma, Sassuolo e altri. Ma ha perso punti contro avversari di secondo piano. C’è anche da chiedersi perchè a Conte, che aveva messo sotto la Juve, siano saltati i nervi a Udine. Verrà squalificato per aver sbraitato contro Maresca. Certi aspetti caratteriali sono forse il suo punto debole. Il derby milanese di Coppa Italia sarà (forse) il termometro della situazione. Sentiamo dire che questo è un campionato strano. Forse ci sentiamo orfani della monarchia juventina (-7 e una gara in meno) e ad alcuni manca un “nemico” da odiare, come accade in politica. Resta il fatto che se campione d’inverno è un Milan sconfitto in casa in maniera secca e senza scusanti, la cosa fa pensare. Come ci rende perplessi la constatazione che l’attacco più forte del campionato (e la Lu-La) sia rimasto all’asciutto. Inoltre, ci incuriosisce la facile conquista dell’ennesimo trofeo (la Supercoppa) da parte dei bianconeri dopo la netta disfatta di San Siro. Alti e bassi: vorremmo capire qual’è la vera Juve. Si parla delle “sette sorelle” dominatrici del campionato perchè nel giro di nove punti c’è tutta l’èlite. Nella prima metà della corsa, ha “deluso” la Juve che l’anno scorso girò con 48 punti e ora ne ha 12 di meno. Era seguita dall’Inter (46, ora 41) e dalla Lazio (42, ora 34). Il Milan, attuale capolista, ha fatto i maggiori progressi passando da 25 a 43 (+18) insieme con il Napoli (da 24 a 34, con una gara da recuperare) e il Sassuolo (da 19 a 30). Sono andate meglio anche la Roma (37, +2) e l’Atalanta (36, +1). La situazione più critica, alla vigilia dell’ultimo turno d’andata, sembrava quella dei giallorossi, ma Fonseca è stato “salvato” dalla doppietta di Mayoral e dal gol della vittoria di Pellegrini, contro uno Spezia che ha giocato bene, ma non ha ripetuto l’impresa di Coppa Italia. La Juve ha ripreso a vincere in campionato, ma ha corso dei rischi. Aritmeticamente tutto è ancora possibile e con Cuadrado è un’altra cosa. Il Bologna non è stato un avversario arrendevole e Szczesny è stato decisivo. Il gol (mezzo gol) di Arthur ha spianato la strada alla squadra di Pirlo, prima del raddoppio di McKennie, una rivelazione. Crollo Napoli. Il fulmineo gol di Lozano al 9° secondo (Leao aveva segnato contro il Sassuolo dopo 6) sambrava aver lanciato gli azzurri, ma il Verona ha recuperato. Con Dimarco, che si è rifatto dopo l’errore in occasione della rete del messicano. Barak ha addirittura portato in vantaggio i gialloblù dopo l’uscita di Insigne e il ritorno di Osimhen. Zaccagni ha buttato fuori carreggiata completamente il Napoli (ex difesa più forte) e portato al settimo cielo il Verona (miglior retroguardia con quella della Juve). La Lazio si è tolta di torno una brutta rogna, il Sassuolo, che era passata in vantaggio e poi si è fatto raggiungere e superare dal solito Immobile. La squadra di Inzaghi (bene anche Milinkovic) ha agganciato il Napoli. La Fiorentina ha ritrovato la vittoria contro un Crotone battagliero, ma sempre ultimo. I viola si sono risollevati in classifica. Nella zona medio-bassa, non bisogna sottovalutare la prestazione dell’Udinese che ha neutralizzato (grazie anche a Musso) le cartucce delle mitragliatrici interiste. La cura Ballardini sta facendo bene al Genoa (11 punti in sei partite) che si è tirato fuori dagli ultimi posti, dove è precipitato invece il Cagliari: sesto ko di fila e dodici gare senza vittorie, in cui ha raccolto solo 4 punti: una miseria. E nonostante i Duncan e i Nainggolan. Già rinnovato il contratto a Di Francesco. Con Strootman pareggio a Bergamo e vittoria sui sardi per il Grifone. Una buona Samp ha condannato il Parma (peggior attacco: solo pali e non vince da due mesi) al penultimo posto. Yoshida e Keita in gol. Davide Nicola non ha la bacchetta magica, ma il Torino visto a Benevento è cambiato, rispetto a quello di Giampaolo: ha attaccato di più e, anche se Belotti è muto da sette giornate (gli è stato annullato un gol), Zaza è tornato a segnare (tre reti, una invalidata) e si è rivisto Baselli. Il Benevento ha buttato via due punti, Viola (un rigore realizzato) è tornato a giocare, Lapadula a segnare, ma la difesa sannita ha ceduto ancora. Ora, un “ritorno” incerto.